Lettera Nº 4: Il massaggio SHIATZU

(Inviata il 11 febbraio 2000)

 

Carissimi amici,

questa settimana parleremo del massaggio shiatzu, questi appunti li ho presi qualche tempo fa, traendoli da alcuni libri comprati in Argentina, ecco perché non ve ne trasmetto una bibliografia. Spero tuttavia di riuscire a darvi un’idea di cosa sia questa meravigliosa tecnica che più che un masaggio può, a ragion veduta costituire uno stile di vita.

Buona lettura!

Marilù

SOMMARIO:

§         Lo Shiatzu: cos’è e perché fa bene

§         Le origini dello Shiatzu

§         Il sistema dei meridiani

§         La diagnosi Shiatzu

§         Come procedere

§         I miracoli li facciamo noi

§         Regole per chi pratica lo shiatzu

§         Il tocco

§         Attrezzatura

§         Posizione di chi effettua il massaggio

§         Pressioni

§         tecnica circolare

§         tecnica ondulatoria

§         Come praticare l’auto-shiatzu

§         Il massaggio come soddisfazione spirituale

§         Direzione e durata della pressione

LO SHIATZU: COS'È E PERCHÉ FA BENE

Lo shiatzu può diventare un elemento importante della vostra vita: vi aiuterà a rilassarvi, a sentirvi meglio, più giovani e pieni di energia.

La parola “SHIATZU” deriva dal giapponese «SHI» (dita) e «ATZU» (pressione). Quest’ arte per conservare la salute è il prodotto di 4000 anni di medicina, terapia e filosofie orientali. Lo shiatzu prende in considerazione gli stessi punti del corpo dove si applica l’agopuntura ma, invece di inserire degli aghi, esercita sistematicamente una pressione con le dita e il palmo della mano.

LE ORIGINI DELLO SHIATZU

Le origini dello shiatzu risalgono all’antica filosofia orientale e al concetto di “Unicità”. Unicità significa che l’individuo e l’Universo sono essenzialmente la stessa cosa e sono composti dagli stessi elementi. Ogni essere vivente, ogni cosa nell’Universo seguono il medesimo ciclo vitale. Yin e yang sono le forze opposte dell’Universo che devono essere mantenute in equilibrio se si vuole raggiungere l’unicità. Yin è la forza negativa (il segno “meno”), Yang è la forza positiva (il segno “più”). La luna è considerata yin, il sole yang; La notte è yin il giorno è yang. L’uomo è yang, la donna è yin. Siccome né yin, né yang sono un assoluto, ognuno di essi contiene l’altro e tutto quindi è fatto sia di yin che di yang. Uomini e donne infatti contengono ormoni sia maschili che femminili. Si pensa anche che le forze yin e yang non sono statiche, ma cambiano in continuazione e un eccesso di Yin diventa yang, mentre troppo yang diventa yin. Quando l’acqua (yin) è gelata (yin) diventa ghiaccio (yang).

La medicina orientale è sempre stata in rapporto con la filosofia dell’Unicità e con l’idea delle forze yin e yang dell’ambiente e dell’essere umano. Si pensava che la salute venisse meno quando si spezzava l’equilibrio tra queste due forze. La cura era PREVENTIVA e consisteva nel mantenere il corpo in equilibrio armonico. Se tale armonia andava perduta, bisognava ristabilirla.

L’approccio orientale alla medicina è empirico, le cure si basano sull’esperienza e sull’osservazione. I saggi cinesi localizzarono 657 punti sul corpo che venivano maggiormente colpiti da certi mali e notarono che alcun di essi erano in rapporto con altri. Facendo una specie di carta topografica medica, tracciarono le linee di collegamento tra questi punti e stabilirono che esistono 12 STRADE o MERIDIANI che uniscono i punti di ciascuna metà del corpo. Oltre a questi tracciarono anche due meridiani coordinati che bisezionano il corpo. Uno noto come il MERIDIANO DELLA CONCEZIONE, va dalla base del tronco fino al centro dell’addome, poi al centro del petto e finisce nel punto in mezzo alla mascella inferiore. Il secondo, il MERIDIANO REGOLATORE, parte dal mezzo delle gengive superiori verso il centro del cranio, scende lungo la spina dorsale e finisce alla base del coccige.

Il “meridiano della concezione”, così detto perché gli organi sessuali sono posti lungo la sua linea, agisce sull’energia yin. Il “meridiano regolatore” agisce sull’energia yang. Questi due meridiani controllano l’energia che scorre continuamente attraverso i dodici paia di meridiani del corpo. Gli antichi saggi credevano che i meridiani fossero delle vie attraverso le quali l’energia dell’Universo circolava negli organi del corpo, mantenendo in armonia corpo e universo. Secondo loro la malattia o il dolore insorgevano quando queste due vie di bloccavano, interrompendo il flusso di energia e spezzando l’armonia del corpo.

Degli aghi sottilissimi venivano allora introdotti nel corpo, in corrispondenza dei punti malati e di quali in relazione perché si credeva che così il blocco venisse rimosso ristabilendo l’armonia.

Nacque così l’agopuntura. L’agopuntura cinese venne introdotta in Giappone circa 1300 anni fa. Lo shiatzu si è sviluppato in Giappone nel diciottesimo secolo quale combinazione della tecnica dell’agopuntura e della forma tradizionale “AMMA” del massaggio orientale. L’amma (da am, premere e ma, strofinare) consisteva semplicemente nel fatto di premere e strofinare i punti doloranti del corpo con le dita p con il palmo della mano. Si era scoperto che la pressione diretta del pollice e delle dita sugli stessi punti meridiani considerati dall’agopuntura avrebbe sortito lo stesso effetto. Questi punti sono in realtà delle dighe che stimolate con una pressione diretta, mettono in moto l’energia.

La funzione principale dello shiatzu è quella di mantenere la buona salute, nello shiatzu inoltre non ci sono pericoli di infezione o di rotture, inoltre lo si può imparare facilmente e praticare anche su se stessi.

IL SISTEMA DEI MERIDIANI

Si distinguono 12 «meridiani base»:

MERIDIANO DEL CUORE: influisce sul cuore, sulla mente e sulle funzioni intellettuali e quindi anche sulle emozioni e sul ragionamento, sui cinque sensi e sulla circolazione sanguigna. Le alterazioni prodotte in questo meridiano hanno effetti sul corpo e sulla vita spirituale. Tra le sue conseguenze più comuni si trovano: nervosismo, ipersensibilità, ansietà, esaurimento nervoso, mancanza di volontà, spasmi soprattutto nell’area del torace e dell’addome, disturbi cardiaci di origini organiche e nervose, disturbi digestivi e l’affaticamento eccessivo rispetto a piccoli sforzi fisici.

MERIDIANO DELLA CIRCOLAZIONE: questa via energetica controlla principalmente il sistema circolatorio ossia i vasi sanguigni, incluse le arterie coronarie e il pericardio. Inoltre influisce sulla digestione. L’alterazione delle sue funzioni si manifesta principalmente con valori troppo alti o troppo bassi della pressione sanguigna, perturbazioni della funzione cardiaca - che possono giungere ad eccessi di angina pectoris - dolori toracici, cefalea, stanchezza anormale, predisposizione a diarrea o stitichezza, formicolio nelle dita delle mani, disturbi del sonno. Le persone affette soffrono di ipersensibilità, ansietà, nervosismo, hanno sonnolenza diurna e presentano difficoltà di concentrazione e mancanza di memoria.

MERIDIANO DEI POLMONI: controlla l’utilizzo dell’energia cosmica, che è inspirata insieme all’aria, e l’espirazione. Inoltre influenza le difese proprie dell’organismo. Le sue alterazioni causano problemi respiratori, propensioni alle infezioni delle vie respiratorie superiori (raffreddori, bronchiti), asma bronchiale, disturbi circolatori e dolori reumatici, soprattutto alle spalle. Nell’apparato mentale si producono stati di intensa ansietà, ipersensibilità, disturbi del comportamento, reazioni anormali alle situazioni della vita e molte volte anche collassi nervosi.

MERIDIANO DEL FEGATO: questa via energetica interviene principalmente sui processi digestivi e metabolici. Contribuisce all’ottenimento di energia per le attività fisiche, intensifica le funzioni di difesa e influisce sulla composizione del sangue. L’alterazione delle sue funzioni causa disturbi alla vista, problemi di disintossicazione del corpo attraverso il fegato, indigestione per disturbi alla funzione epatica, inappetenza, dolori reumatici nella zona dell’osso sacro, propensione alla febbre, senza cause riconoscibili, rigidezza muscolare, emorroidi, impotenza, malattia della prostata, frigidità e tendenza all’eccesso di peso per consumo di alimenti dolci. E così pure ipersensibilità nervosa, poca eccitabilità emotiva, pedanteria e propensione a bere alcolici indicano alterazioni del meridiano epatico.

MERIDIANO DELLA VESCICA BILIARE: la sua funzione principale consiste nel controllare tutto il sistema ghiandolare e la vescica biliare, ossia la secrezione della saliva e di altri succhi digestivi dello stomaco, dell’intestino e del pancreas (anche l’insulina), e così pure i diversi ormoni. Le alterazioni si manifestano principalmente con ittero.

MERIDIANO DELLO STOMACO: la sua attività non si limita alle funzioni dello stomaco, del duodeno e dell’esofago. Influisce anche sulle funzioni delle ovaie, sul ciclo mestruale della donna e, naturalmente sull’appetito. L’alterazione dell’attività di questo meridiano dà origine a disturbi gastrici cronici con iperacidità, disturbi digestivi vari come rutti, meteorismo, vomiti, nausea, inappetenza o sovralimentazione, tendenza all’anemia, disturbi nella circolazione sanguigna, bulimia, dedizione eccessiva al lavoro e disturbi nervosi.

MERIDIANO DEL TRIPLO RISCALDATORE: l’organo del triplo riscaldatore è sconosciuto dalla medicina occidentale, ma i medici orientali gli attribuiscono una grande importanza. Questo meridiano è situato nello stomaco e si compone del riscaldatore superiore, che è nel cardio, il riscaldatore medio, che si trova nella parte centrale dello stomaco e il riscaldatore inferiore localizzato nel piloro. La funzione di questo organo è la seguente: nel riscaldatore medio si trasformano parzialmente gli alimenti in energia e si origina così energia pura, questa energia arriva ai polmoni per mezzo del riscaldatore superiore e, mescolata con l’energia respiratoria, penetra nel resto del corpo. Invece, l’energia liquida impura arriva ai reni attraverso il riscaldatore inferiore, dove si purifica, e solo allora penetra nel sistema dei meridiani del corpo.

Inoltre questo meridiano controlla la circolazione sanguigna, soprattutto nelle parti inferiori del corpo e serve d’appoggio al sistema linfatico, tanto importante per le funzioni di difesa dell’organismo.

Le alterazioni si manifestano con tumefazione dei gangli linfatici, congestione linfatica; maggior propensione ai raffreddori, tendenza alle allergie e alle malattie cutanee, cefalea occipitale, anomalie nella pressione sanguigna; ronzio nelle orecchie; tensione interna, ipersensibilità al freddo e precauzione esagerata in tutte le situazioni della vita.

MERIDIANO DELL’INTESTINO CRASSO: serve da sostegno principalmente alle funzioni degli organi respiratori e all’eliminazione dei residui del corpo. Inoltre attraverso questo meridiano si può eliminare il ristagno di energia. L’alterazione delle sue funzioni si manifesta con stitichezza o diarrea; emorroidi; tendenza alla sovralimentazione: cefalee; predisposizione alle malattie da raffreddamento; tonsilliti frequenti; dolori reumatici alle spalle e alle braccia; ostruzione nasale o secrezione nasale, molte volte con emorragie ed epilessia.

In ambito mentale si osserva un aumento della necessità di protezione e di sicurezza, una tendenza all’isolamento e una certa difficoltà a prendere decisioni.

MERIDIANO DELL’INTESTINO TENUE: influisce sulla digestione e sul metabolismo di tutto l’organismo, inclusa la circolazione sanguigna e le funzioni intellettuali. L’alterazione delle sue funzioni causa anemia in quanto non si metabolizzano gli alimenti; disturbi circolatori; emicranee o cefalee; disturbi alla vista; anomalie mestruali; rigidità muscolare; sensazione di freddo nel corpo senza cause esterne; senso affaticamento; tendenza a lavorare in eccesso; inquietudine; depressione; ipersensibilità e tristezza.

MERIDIANO DELLA MILZA: questa via energetica svolge un ruolo importante nei processi digestivi dell’intestino tenue. Inoltre questo meridiano influisce sulle ghiandole che secernono ormoni, soprattutto le ovariche, e nella vita affettiva.

Come segno di alterazione delle sue funzioni si osserva una mancanza di saliva e di succo gastrico; inappetenza; insufficienza digestiva; disturbi gastrici di origine nervosa; gusto sgradevole in bocca senza una causa esterna; problemi alla colonna vertebrale e alle articolazioni; “inquietudine” nelle gambe e tendenza alla sovralimentazione.

Nell’ambito mentale, il predominio delle funzioni intellettuali reprime la vita affettiva. Altre manifestazioni psichiche sono i seguenti: disturbi del sonno; misantropia; intensa ansietà; prudenza eccessiva; inquietudine e forte desiderio di ingerire alimenti dolci.

MERIDIANO DELLA VESCICA: influisce sull’eliminazione dei residui per mezzo delle urine. è in relazione con il metabolismo delle ghiandole endocrine e con il sistema nervoso. Quando la sua funzione è disturbata si producono cefalee, emicranie, disturbi alla vista, cistite; disturbi della minzione di origine nervosa; disturbi reumatici alla colonna vertebrale, spalle e collo; ostruzione nasale, prostata e alterazioni funzionali del sistema nervoso e vegetativo. Le persone che ne soffrono presentano i seguenti sintomi: hanno tendenza all’ipersensibilità e all’inquietudine, si irritano facilmente per inezie; di notte possono presentare sudorazione causata da sofferenza e spesso hanno sogni molto agitati.

MERIDIANO DEI RENI: esercita influenza sul flusso di energia di tutto il corpo e sulle varie funzioni mentali. Inoltre interviene sulla nostra reazione allo stress, principalmente sulla secrezione di ormoni di stress da parte delle ghiandole surrenali; controlla l’eliminazione di urina. L’esistenza di disturbi in questo meridiano è indicata dalle seguenti anomalie: disfunzioni ormonali; insonnia; disturbi sessuali; dolori alle spalle e intercostali; tendenza alle infiammazioni; nausee; ronzio alle orecchie; gusto amaro in bocca senza una causa esterna; inquietudine; tristezza; pessimismo; incapacità di rilassarsi; esaurimento nervoso e mentale; impossibilità di prendere decisioni.

Ora abbiamo conosciuto i principali meridiani attraverso i quali, secondo la tradizione orientale, l’energia necessaria per le funzioni e i processi organici circola attraverso il corpo. Per il massaggio shiatzu tutti i meridiani sopra descritti sono molto importanti, perché, mediante questa via energetica è possibile esercitare influenza dall’esterno sulle funzioni dell’organismo.

LA DIAGNOSI SHIATZU

Affinché il trattamento dei disturbi abbia successo si richiede sempre una diagnosi esatta. La medicina orientale conosce 4 metodi principali di diagnosi:

BO-SHIN: diagnosi generale effettuata mediante l’osservazione del paziente;

BUN-SHIN: diagnosi effettuata ascoltando i rumori dell’organismo;

MON-SHIN: si basa sull’interrogazione del paziente sui sintomi che accusa in questo momento, sul corso della malattia e sui suoi antecedenti;

SETZU-SHIN: riconoscimento delle alterazioni dell’energia mediante il contatto e la palpazione del paziente (si tratta del metodo più importante). Questo metodo dà al terapeuta esperto informazioni sullo stato di energia del corpo del paziente. Anche la diagnosi del polso svolge un ruolo importante nel setsu-shin. Premendo con le dita determinati punti dell’arteria radiale, nella quale anche il medico occidentale percepisce il polso, il terapeuta orientale ottiene informazioni sullo stato di energia in ognuno dei 12 meridiani regolari.

Oltre allo setzu-shin, una tecnica di diagnosi indispensabile in tutto il trattamento shiatzu, il terapeuta utilizza le altre possibilità di diagnosi per ottenere un quadro completo delle cause di malattia. Prima del termine del trattamento shiatzu, il terapeuta generalmente torna ad effettuare la diagnosi setzu-shin per controllare se la terapia ha influito favorevolmente sul flusso di energia dei meridiani.

COME PROCEDERE

Nell’individuo sano l’energia scorre senza perturbazione per i meridiani e con una equilibrata relazione tra yin e yang. Le malattie possono avere le seguenti cause: il flusso di energia attraverso uno o più meridiani è troppo debole o presenta un ristagno, fatto che può accadere, ad esempio, con una cattiva alimentazione.

C’è troppa energia o la sua circolazione è troppo rapida attraverso i meridiani. Questo accade quando l’energia dell’ambiente circostante penetra nell’organismo, per esempio l’umidità o il freddo autunnale, che, come energie patogene spesso originano raffreddamenti, reumatismi o altre malattie caratteristiche.

Una volta che il terapeuta ha diagnosticato l’alterazione dell’energia esistente come causa della malattia dispone di due possibilità di trattamento: tonificare (tendere) o sedare. Il concetto di tonificazione è conosciuto anche nella medicina occidentale. Nella terapia shiatzu per tonificazione si intende la stimolazione delle correnti di energia, indebolita o stagnante nei meridiani, mediante il massaggio nelle zone corrispondenti del corpo.

La <sedazione> deriva dalla parola latina “sedare”, e nella medicina occidentale significa “tranquillizzare”. Mediante il massaggio shiatzu il terapeuta calma il flusso eccessivo di energia nei meridiani e lo dirige all’esterno, normalizzando così l’energia yang. Pertanto, la sedazione e la tonificazione mediante lo shiatzu normalizzano lo stato alterato dell’energia nel sistema dei meridiani.

In questo modo, si possono migliorare tutte le malattie.

I MIRACOLI LI FACCIAMO NOI

Fate attenzione che non sempre basta armonizzare l’energia per curare una malattia. Oltre alle alterazioni di energia ci sono altri fattori che portano la salute o la malattia di un individuo. “Mens sana in corpore sano”, ci porta a considerare che occorre comunque sempre la disposizione dell’individuo stesso alla guarigione. Consigliamo quindi di non garantire “miracoli” ai vostri pazienti, ma di aiutarli a ritrovare in loro stessi la voglia e la disponibilità a guarire, spingendoli a lavorare alla loro crescita personale e spirituale; aiutandoli a rilassarsi e a formare in loro un sistema di pensiero positivo.

REGOLE PER CHI PRATICA LO SHIATZU:

§         Non praticare lo shiatzu su persone febbricitanti

§         Su persone sofferenti ad organi interni

§         Su persone che hanno emorragie interne

§         Su chi soffre di ulcera allo stomaco o al duodeno

§         Su chi ha ossa rotte

 

Lo shiatzu può migliorare la vita, quando lo si usa in modo intelligente e coerente in accordo ad una dieta e ad esercizi appropriati, si ottengono ottimi risultati. i muscoli si rilassano, i dolori diminuiscono, le tensioni nervose si allentano.

IL TOCCO

La filosofia fondamentale di chi pratica un massaggio dovrebbe essere quella di alleviare il dolore degli altri per farli sentire meglio.

Spesso diamo per scontata l’esistenza delle mani e delle dita, senza riflettere che in realtà ci servono per alleviare il dolore. Quando si avverte un dolore, infatti, subito istintivamente ci si porta una mano sopra. Nel massaggio l’energia viene trasmessa attraverso le mani. Lo shiatzu in particolare si pratica con le dita, i pollici e il palmo della mano che sono il veicolo conduttore, in realtà lo shiatzu si esegue con tutto ilo corpo, imparando a concentrare nelle dita peso e consapevolezza.

Quando si pratica lo shiatzu su qualcun altro si acquista rapidamente la capacità di sentire che grado di pressione si può esercitare. Si può familiarizzare con le varie pressioni esercitandosi con la bilancia: posare i polpastrelli di ambedue i pollici sulla bilancia, tendere le braccia e premere in giù col peso del corpo fino a che l’ago non segni 9 Kg. Questa è la maggior pressione che si può esercitare sulle parti del corpo dotate di forte muscolatura. Contate fino a tre e levate i pollici dalla bilancia; riposatevi e ripetete l’esercizio contando di nuovo fino a tre. Riprovatelo alcune volte fino a che non sarete in grado di esercitare tale pressione con naturalezza. Ripetete l’esercizio premendo fino a 7 kg. Circa, poi fino a 4 kg. e mezzo. 7 kg. equivalgono alla pressione che si può esercitare sulla testa, sui lati del collo e sul basso ventre.

ATTREZZATURA

L’unica attrezzatura che occorre per questo tipo di massaggio è un materassino basso oppure una coperta o una trapunta, un asciugamano e un piccolo cuscino basso. Il massaggio sarà effettuato sul pavimento che è preferibile sia al letto che al lettino da massaggi. Per fare un sostegno per la testa si potrà piegare più volte un asciugamanto finché raggiunga lo spessore di 5 centimetri. Questo cuscinetto servirà come supporto per la testa quando il ricevente sarà sdraiato a pancia in giù o come sostegno per il collo quando sarà supina.

POSIZIONE DI CHI EFFETTUA IL MASSAGGIO

Quando premete sulle parti del corpo è importante che teniate le braccia tese. Il peso che determina la pressione dovrebbe essere concentrato nelle spalle e nella schiena. In questo modo il tocco risulta più diretto e più preciso. Quando, per esempio lavorate sulla spina dorsale dovete stare a gambe divaricate sopra il ricevente. Le braccia devono essere il più perpendicolari possibili rispetto alla spina dorsale.

Quando si pratica il massaggio sulla testa, sulle bracci e sulle gambe, la posizione in ginocchio è la migliore. Anche in questo caso dovete operare tenendo le braccia distese e usare il peso e l’equilibrio delle spalle e della parte alta della schiena.

PRESSIONI

Per il massaggio shiatzu si impiegano principalmente la palma della mano, un dito (di solito il pollice) o varie dita simultaneamente.

Ci sono tre modi fondamentali per praticare il “tocco shiatzu”:

A.      Con un solo pollice: il metodo usato più di frequente, è la pressione diretta del polpastrello del pollice. Non preoccupatevi se le prime volte vi farà un po’ male, vi abituerete rapidamente. Se si desidera arrivare a zone del corpo più in profondità, per esempio tra i muscoli e le ossa si può usare il dito piegato per esercitare la pressione. Per praticare la tecnica del pollice si chiude la mano e si distende il pollice, la pressione si esercita prima con il pollice e poi con tutto il pugno, poi si solleva il pugno e si preme solo col pollice e la falange dell’indice.

B.       Con i pollici ravvicinati: quando si vuole premere su zone dove occorre un tocco più esteso, per esempio vicino alla spina dorsale, bisogna usare entrambe i pollici che devono toccarsi e formare tra di loro un angolo di circa 45°. Usate tutto il polpastrello. La pressione dei pollici ravvicinati si può usare sulla sommità della testa, sulla parte superiore delle gambe, sui lati delle gambe e delle braccia.

C.       Con i palmi: eccellente metodo per le parti larghe del fondo schiena, dello stomaco e dell’addome, consiste nel premere con i palmi piatti. La pressione deve essere concentrata nel mezzo delle mani, ma anche le dita e il palmo devono toccare il corpo. La pressione si esercita con il braccio teso, in questo modo il terapeuta applica il peso del suo corpo sul paziente, questo procura un’azione molto profonda. In genere per questa tecnica si utilizzano entrambe le mani, prima si pongono entrambe le mani una a fianco dell’altra sul punto centrale ed esercitano entrambe la stessa pressione. Proseguendo si passa il peso su una sola mano e l’altra si muove lungo il corpo accanto all’altra. La mano immobile ha un effetto tonificante e la mobile un effetto sedante.

Spesso si effettua le pressione con le mani incrociate, in questo modo si esercita maggiore pressione. La pressione si esercita in maniera perpendicolare dall’alto verso il basso. Con una leggera vibrazione della mano è possibile ottenere un miglior rilassamento della zona trattata.

TECNICA CIRCOLARE

Nella “tecnica circolare” si esercita solo una lieve pressione con il palmo della mano. A tal fine si descrivono con la mano piccoli cerchi in senso orario.

Tecnica dello sfregamento In questa tecnica si combinano la pressione e un massaggio muscolare. La palma delle mani riposa fermamente sulla pelle e friziona una parte della muscolatura dopo l’altra.

Tecnica della pressione Agisce come l’acupressione, mediante l’applicazione di pressione sui diversi punti dei meridiani. Si effettua preferibilmente su braccia e gambe, circondando l’estremità con una mano e premendo ripetutamente verso il basso con la palma di tale mano.

TECNICA ONDULATORIA

Serve soprattutto per il trattamento dell’addome, che la medicina orientale considera il centro dell’energia per via del “plesso solare”.

In giapponese questa regione è denominata “hara”. Nella tecnica ondulatoria la palma della mano si colloca sul corpo. Con un movimento fluttuante si sposta lentamente la pressione dalla punta delle dita, attraverso la parte media della palma, fino all’articolazione della mano. Questa tecnica rilassa la zona hara e ha un influenza benefica sugli organi addominali, soprattutto quelli che hanno una funzione alterata per disturbi di carattere psichico-nervoso.

COME PRATICARE L'AUTOSHIATZU

Praticato su se stessi lo shiatzu si esegue meglio stando seduti su una sedia o per terra. Tranne quando praticate sulla parte bassa delle gambe e sui piedi, non potrete tenere le braccia distese. Nell’autoshiatzu si usa spesso la pressione del dito pollice da solo e quella dei due pollici ravvicinati. Il metodo che si userà più di frequente è la pressione di due o tre dita ravvicinate. Questo è un sistema semplice per esercitare la pressione su noi stessi, le dita devono essere incurvate e il contatto deve essere effettuato con la parte arrotondata delle dita, mai con la punta.

IL MASSAGGIO COME SODDISFAZIONE SPIRITUALE

Praticare il massaggio è un metodo stupendo di condividere amore. Il tocco che si effettua sull’altra persona o su noi stessi deve comunicare amore, gioia e desiderio di alleviare la sofferenza o di portare sollievo, rilassamento, scarico di tensioni e di blocchi. Quando praticate un massaggio “olistico” (completo) non vi sentirete stanchi, entrerete in perfetta comunione con il ricevente e stabilirete un contatto profondo con lui/lei.

Requisiti base del massaggio

Prima di iniziare la tecnica del massaggio è necessario creare tre condizioni importanti:

Riscaldamento del corpo: mediante un massaggio leggero si rilassano i muscoli e i legamenti e si produce una migliore circolazione sanguigna, vale a dire si riscalda tutto il corpo. A tal fine si mettono le mani sulla pelle facendo una leggera pressione e si massaggia sempre in direzione del cuore. Applicando questo leggero massaggio con le dita si individuano facilmente i punti di maggiore tensione o dolore.

Rilassamento dei muscoli per tensione: prima di effettuare il trattamento si rilassa la muscolatura stirandola al massimo e poi portandola nuovamente alla sua posizione normale. Questo si ottiene con il movimento passivo dei muscoli lavorando con le mani gruppi di muscoli (massaggio californiano) senza muoverli attivamente; in questo modo stireremo braccia e gambe (non i muscoli addominali). Prendere quindi la parte con una mano e stenderla effettuando una leggera trazione, senza sforzare e poi riportarla in posizione (non effettuare movimenti bruschi o veloci.

Punto d’appoggio: Quando il massaggio si effettua con una sola mano, l’altra deve fungere da appoggio per il ricevente e sostenere la parte che si massaggia.

DIREZIONE E DURATA DELLA PRESSIONE

Durata della pressione: La terapia shiatzu si effettua generalmente con l’applicazione di pressione di uno o più dita o del palmo della mano sul corpo del paziente.

In generale la pressione su ogni zona del corpo dura da 2 a 7 secondi.

Ma, in molti casi è necessario prolungare la pressione sino a 30 secondi perché l’effetto non si limiti alla superficie, ma giunga ai meridiani, al sistema nervoso vegetativo e agli organi interni. La pressione si applica in varie direzioni e con diversa intensità a seconda del trattamento, devono comunque tenersi in conto le seguenti regole:

§         La pressione perpendicolare al corpo si effettua con forza e stimola la circolazione di energia.

§         La terapia shiatzu richiede il rilassamento della muscolatura del paziente o non si potrebbe arrivare alla profondità desiderata, pertanto, è necessario avere una buona base di appoggio.

§         Lo shiatzu si può praticare solo esercitando pressione sul corpo, quando si effettua con entrambe le mani, una ha l’effetto di appoggio tonificante e normalizza così la parte yin e l’altra ha l’effetto sedante sul yang. In questo modo è possibile normalizzare il flusso di energia e ristabilire la salute.