(Inviata il 3 marzo 2000)
Carissimi,
vi parlerò oggi di <Bioenergetica>. La bioenergetica è un modo di comprendere la personalità in termini del corpo e dei suoi processi energetici. Questo processi, cioè la produzione di energia attraverso la respirazione e il metabolismo e la scarica di energia nel movimento, sono le funzioni basilari della nostra vita. La nostra risposta alle situazioni dlela vita, infatti è derminata dalla quantità di energia di cui disponiamo e da come ne facciamo uso.
La Bioenergetica è anche una forma di terapia che combina il lavoro con il corpo e con la mente per aiutarci a risolvere i nostri problemi emotivi e a meglio utilizzare il nostro potenziale di provare piacere e gioia di vivere.
Una tesi fondamentale della Bioenergetica è che il corpo e la mente sono funzionalmente identici: vale a dire, quanto avviene nella mente riflette quanto avviene nel corpo e viceversa, pensare e sentire sono condizionati da fattori energetici.
Per esempio è quasi impossibile vincere la depressione mediante pensieri positivi, poichè il livello di energia è depresso; ma se questo livello viene elevatograzie alla respirazione profonda e la liberazione del sentire, lo stato di depressione svanisce.
Buona lettura!
Marilù
BIOENERGETICA
Wilhelm Reich fu tra i primi terapeuti a valorizzare l’importanza della respirazione per consentire una sana integrazione di mente e corpo, liberando il corpo dalle tensioni e deformazioni croniche accumulate sotto le spinte emozionali. La ricerca di Reich si indirizzò verso gli aspetti sconosciuti dell'energia vitale, ed in particolare con i suoi studi sull'energia Reich intuì che alla base della maggior parte delle malattie esiste una componente inibitoria mentale ed emozionale che bisogna liberare.
La terapia di Reich ha preso il nome di <Bioenergetica>, una terapia che valorizza la respirazione, il movimento corporeo e la psicomotricità.
La Bioenergetica è un modo di comprendere la personalità in base ai suoi processi energetici. Questi processi, cioè la produzione di energia attraverso la respirazione e il metabolismo e la scarica di energia nel movimento, sono le funzioni basilari nella vita.
La quantità di energia di cui si dispone e l’uso che se ne fa determinano il modo in cui si risponde alle situazioni della vita.
La tesi fondamentale della bioenergetica è che il corpo e la mente funzionalmente sono identici: cioè quello che succede nella mente riflette quello che succede nel corpo e viceversa. A livello profondo, inconscio, sia pensare che sentire sono condizionati da fattori energetici. Ad esempio affinché una persona depressa emerga dalla sua depressione, non sono sufficienti pensieri ottimistici. Questo perché il suo livello di energia è depresso. Quando il livello di energia aumenta tramite la respirazione profonda e la liberazione del sentire, allora la persona esce dal suo stato depressivo.
I processi energetici del corpo sono in relazione con lo stato di vitalità del corpo. Più si è vitali e più energia si ha. Non possiamo evitare la rigidità che viene con l’età, ma possiamo evitare la rigidità dovuta alle tensioni muscolari croniche risultanti da conflitti emotivi irrisolti.
Ogni “stress” produce uno stato di tensione nel corpo. Normalmente la tensione scompare quando lo stress è eliminato. Le tensioni croniche, tuttavia, persistono anche dopo la scomparsa dello stress che le ha provocate, come atteggiamento corporeo o assetto muscolare inconsci.
Simili tensioni muscolari croniche disturbano la salute emotiva abbassando l’energia di un individuo, limitandone la motilità e l’ autoespressione. Diventa necessario, dunque, alleggerire questa tensione cronica, se si vuole che la persona riacquisti piena vitalità e benessere emotivo.
Il lavoro della bioenergetica sul corpo comprende trattamenti con le mani e particolari esercizi. I primi consistono in massaggi, pressione controllata e leggeri contatti per rilassare i muscoli contratti. Gli esercizi intendono aiutare chi li pratica a entrare in contatto con le proprie tensioni e a rilasciarle tramite movimenti appropriati. È importante sapere che ogni muscolo contratto sta bloccando qualche movimento.
In questi approcci si tende a generare un superamento delle tensioni fisiche e, allo stesso tempo, una risoluzione delle difficoltà psicologiche. “Bioenergia” è una parola composta da due termini greci:
bios, vita e energeia, energia, forza. Secondo Reich questa energia, individualizzata nell’uomo è una parte dell’energia cosmica, egli dimostrò che buone condizioni fisiche e psicologiche sono possibili soltanto quando questa energia fluisce liberamente nell’organismo, soprattutto nel sistema muscolare.
Reich avviò per primo un tipo di comunicazione corporea, stimolando e massaggiando alcune parti del corpo per consentire più rapidamente lo sblocco dell’energia.
Compito principale della terapia reichiana è agire sul <falso carattere> che abbiamo costruito con lunghi anni di tensione corporea, come proiezione delle angosce e delle insidie del mondo esterno.
Ciò avviene lavorando alla dissoluzione dell’<armatura caratteriale>. C’ è una straordinaria analogia tra la struttura di questa armatura e la struttura dei chakra.
* ARMATURA CARATTERIALE *
L’armatura funziona in maniera circolare e comprende sette segmenti:
Il primo anello dell’armatura è quello OCULARE.
Si tratta di una contrazione o di un’immobilizzazione di tutti i muscoli nel globo dell’occhio, nelle palpebre, nella fronte. Le sue caratteristiche più spiccate sono: l’immobilità della pelle, della fronte, delle palpebre, un’espressione vuota. Lo scioglimento del segmento oculare dell’armatura avviene quando gli occhi vengono spalancati in segno di paura o quando le palpebre e la fronte cominciano a muoversi, esprimendo emozioni.
Il secondo segmento dell’armatura è quello ORALE. Comprende tutta la muscolatura del mento, della gola, della nuca superiore e il muscolo della bocca. La mobilità di questo segmento viene data con le forme espressive emozionali del pianto, del mordersi le labbra dalla rabbia, delle urla, della suzione, delle smorfie.
Il terzo segmento, CERVICALE, coinvolge la bassa muscolatura del collo e della nuca.
Basta imitare il moto espressivo dell’ira o del pianto trattenuti e si comprenderà la funzione emozionale dell’armatura del collo. La contrazione del segmento del collo coinvolge anche la lingua e il pomo d’Adamo. I movimenti del pomo d’Adamo fanno chiaramente vedere quando un malato ingoia in modo inconscio un effetto di ira o di pianto. Questa tecnica di soffocare le emozioni è estremamente difficile da eliminare. Non si può arrivare con le mani alla laringe. Il miglior modo per liberare l’ingoiamento di emozioni è la liberazione del riflesso di vomito, infatti, quando si presenta l’impulso di vomito l’onda dell’ eccitazione scorre lungo l’esofago in direzione opposta a quella dell’ ingoiamento di pianto e di ira. Si liberano così le emozioni bloccate e ingoiate.
Il quarto segmento è quello del TORACE. Si manifesta con un rialzo dell’apparato osseo, nell’atteggiamento cronico di inspirazione, in respiro piatto e nell’immobilità del torace.
All’armatura del torace partecipano tutti i muscoli intercostali, i grandi muscoli pettorali, i muscoli delle spalle e il gruppo di muscoli situati sulle e tra le scapole.
L’espressione dell’armatura del petto è soprattutto caratterizzata dall’ autocontrollo, dal trattenersi e dal tenersi indietro. Insieme all’ armatura del collo, l’armatura del torace risulta nell’espressione di ostinazione trattenuta.
Le emozioni che insorgono nel segmento toracico sono essenzialmente quelle dell’ira urlante e del pianto dirotto, dei singhiozzi e del desiderio straziante. L’essere umano che si controlla non esprime queste emozioni e blocca l’apparato toracico, per sciogliere quindi, questo nodo è spesso necessario schiacciare il torace, facendo al tempio stesso gridare il paziente. Bisogna sottolineare però che è indispensabile prima provocare le reazioni dell’ira urlante, del desiderio e del pianto autentico, provocando così l’abbandono.
Il quinto segmento dell’armatura è quello del DIAFRAMMA e gli organi che si trovano sotto di esso.
Questo segmento comprende, come anello di contrazione, la parte anteriore dello stomaco, la parte inferiore dello sterno, le ultime costole che girano indietro verso l’attaccatura del diaframma. Esso comprende essenzialmente il diaframma, lo stomaco, il plesso solare, il pancreas, il fegato e le ultime vertebre del torace. Lo scioglimento dell’armatura nel segmento del diaframma comporta ostacoli molto grandi. Si può ricorrere alla respirazione forzata o provocare ripetutamente il riflesso del vomito. E in molti casi, quando si spezza l’armatura del diaframma, si verifica il vomito.
Il sesto segmento dell’armatura è dato dalla contrazione nella metà del VENTRE.
Lo spasmo del grande muscolo addominale, si riscontra in un ventre duro e dolorante. Sulla schiena a questo segmento corrispondono le ultime parti dei muscoli che corrono lungo la colonna vertebrale, ed anche questi possono sentirsi come duri e dolorosi. Lo scioglimento del sesto si ottiene mediante massaggi della parte dolorante.
Il settimo segmento dell’armatura è quello del BACINO. Comprende tutti i muscoli pelvici, il muscolo addominale è doloroso, il muscolo dello sfintere è contratto e perciò l’ano è tirato in su. Il bacino è morto, e privo di espressione. Questa mancanza di espressività porta all’asessualità.
Emozionalmente non si avverte nessun tipo di sensazione o eccitazione. I sintomi patologici sono invece numerosi. Vanno dalla lombaggine all’ ulcera intestinale, dall’infiammazione delle ovaie all’incapacità erettiva. Esattamente come nell’armatura delle spalle, anche nell’ armatura del bacino sono contenute emozioni di angosce e impulsi d’ira.
Alla base di tutta la terapia reichiana c’è il lavoro con la respirazione per liberare l’energia profonda repressa.
Reich definì quest’energia <riflesso d’orgasmo>, in quanto riflesso di quell’energia cosmica che si rinnova solo nell’abbandono all’orgasmo fisiologico.
La pratica respiratoria di Reich procede fino a incontrare barriere più o meno dolorose che il terapeuta rimuove ricorrendo anche a manipolazioni un po’ forti che stimolino l’urlo represso e il dolore.
BIBLIOGRAFIA:
§ (1) Alexander Lowen - Espansione e integrazione del corpo in Bioenergetica - Astrolabio