Lettera Nº 8: I FIORI DI BACH – Prima parte
(Inviata il 10 marzo 2000)
Carissimi amici,
sono veramente lieta di inviare in lista una ricerca effettuata dalla nostra compagna di studi Eleonora, sul Dr. Bach.
Buona lettura!
Marilù
I FIORI DI BACH di Eleonora Segreto Cammarata - Prima parte
“La malattia non è una crudeltà in se stessa né tantomeno una punizione. È solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento del quale la nostra anima si serve per additarci i nostri errori, per impedirci di commettere sbagli più gravi, per evitarci di suscitare ombre e per rimetterci sulla via della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto allontanarci”. (E. Bach)
* Brevi cenni storici *
Edward Bach nacque il 24 settembre 1886 a Moseley, villaggio a circa tre miglia da Birmingham nel Warwickshire, primogenito di una famiglia composta da due figli maschi e da una figlia. Fu un bambino molto gracile e fu solo grazie alle attente cure della famiglia che riuscì a superare i primi anni di vita, anche se crescendo, la sua salute migliorò gradualmente.
A vent’anni, dopo alcune vicissitudini, s’iscrisse alla facoltà di medicina, laureandosi nel 1912 e completò la sua formazione scientifica presso l’ospedale dell’University College a Londra dove nel 1913 divenne funzionario.
Figlio del suo tempo, Bach concentrò inizialmente la sua attività nelle nuove direzioni della farmacologia e si specializzò in batteriologia presso la Scuola Medica dell’ospedale nel 1915.Nei primi anni di attività divenne noto e rispettato come immunologo, patologo e batteriologo. Nel 1917, a seguito di un’emorragia perse conoscenza: i suoi colleghi eseguirono un intervento chirurgico durante il quale accertarono la presenza di un tumore. Gli diedero tre mesi di vita.
Decise che si sarebbe impegnato per tutto il tempo che gli restava da vivere e cosi si dedicò notte e giorno al suo lavoro, studiando e facendo esperimenti.
E poiché i tre mesi passarono e, anzi, ne trascorsero altri durante i quali le sue condizioni migliorarono, si rese conto che, probabilmente, la sua grande passione e i suoi interessi l’avevano salvato.
Nel 1919, lavorando all’ospedale omeopatico di Londra, scoprì l’opera e la filosofia del dottor Samuel Hannemann, in cui trovò una consonanza con gran parte del suo approccio alla medicina, intesa come trattamento della persona e non della malattia.
Cominciò a preparare i suoi vaccini con il metodo omeopatico, utilizzandoli con grande successo; sono quelli che ora vengono definiti “nosodi”. Tuttavia aveva ancora l’impressione di lavorare nel campo della malattia fisica, senza riuscire a centrare le cause che erano all’ origine.
Nel 1929 si recò in vacanza nel Galles, sua terra di origine, e là intuì che la vera ragione per la quale le persone si ammalano risiede nell’ animo umano.
Bach diceva che sono “.i nostri timori, le nostre preoccupazioni, le nostre ansie ad aprire la strada all’invasione della malattia” e “Ogni malattia altro non è che la manifestazione fisica di un disagio, di una disarmonia dovuti a una condizione mentale che turba l’equilibrio del corpo.”
Sempre in quel periodo si convinse del fatto che, poiché nella natura regna un’armonia perfetta, è sicuramente possibile trovare in essa quei rimedi necessari a ristabilire l’equilibrio in tutte le creature.
Tornato a Londra, decise di chiudere il suo studio, di lasciare i suoi pazienti e il frutto delle sue ricerche ai suoi colleghi, per ritornare definitivamente nel Galles.
Là, nel silenzio armonioso della natura e utilizzando lo spazio della meditazione e della conoscenza interiore, sviluppò ancora di più la sua grande sensibilità, e tutto ciò gli permise di percepire le vibrazioni e le proprietà curative dei fiori.
In questo periodo scoprì 38 rimedi che fornivano una risposta alle infinite sofferenza degli uomini, tutte, tranne una, derivate da alberi e piante da fiore.
L’intensa disarmonia fisica e mentale che avvertiva lo conduceva a scoprire il fiore giusto fra i campi o le colline attorno a sé nel giro di pochi giorni dall’inizio dei sintomi, poiché gli bastava toccare un fiore con la mano o posarlo sulla lingua per sperimentarne gli effetti terapeutici sulla mente e sul corpo.
Non alambicchi, ampolle, fiale e laboratori ma semplicità e intuizione, divennero gli strumenti fondamentali della sua ricerca.
Ricordiamo alcune sue opere come “Guarisci te stesso” e “I dodici guaritori”.
Bach morì nel sonno, il 27 novembre 1936, nel suo letto di legno olmo, costruito da lui stesso, esattamente 19 anni dopo che gli era stato diagnosticato il tumore.
Alcune settimane prima aveva detto ai suoi collaboratori: “La mia opera è finita, e cosi’ la mia missione sulla terra “.
* LE SETTE CATEGORIE nelle quali Bach ha classificato i rimedi floreali *
Per coloro che hanno paura
Rock rose
Mimulus
Cherry Plum
Aspen
Red Chestnut
Per coloro che soffrono di incertezza
Cerato
Scleranthus
Gentian
Gorse
Hornbeam
Wild Oat
Insufficienza di interesse per il presente
Clematis
Honeysuckle
Wild rose
Olive
White
Cestnut
Mustard
Chestnut Bud
Solitudine
Water Violet
Impatients
Heather
Ipersensibilità alle influenze e alle idee
Agrimony
Centaury
Walnut
Holly
Scoraggiamento o disperazione
Larch
Pine
Elm
Sweet
Chestnut
Star of
Bethlehem
Willow
Oak
Crab Apple
Preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri
Chicory
Vervain
Vine
Beech
Rock Water