Lettera N° 20: I Fiori di Bach - Tredicesima parte

(Inviata il 16 giugno 2000)

 

I FIORI DI BACH di Eleonora Segreto Cammarata - Tredicesima parte

L’INFLUENZA DELLE STELLE di Mechtild Scheffer e Wolf-Dieter Storl

Per Edward Bach erano importanti non tanto le innumerevoli malattie, che come demoni assalgono organi interni ed esterni e li fanno infiammare in modo acuto oppure lentamente ed insidiosamente li consumano, bensì la disposizione psichica fondamentale dell’individuo. Le cause delle malattie sono di natura psichica. Esse si producono quando la personalità, cioè l’ individualità temporale, entra in conflitto con lo spirito esterno.

In un primo tempo pensò di poter ridurre la congerie di manifestazioni caratteriali ed emotive a sette tipi fondamentali, come aveva fatto per gli innumerevoli ceppi batterici, che aveva ripartito in sette gruppi principali.

Perciò all’inizio della sua odissea con le piante cercava sette piante medicinali che corrispondessero a quei sette tipi e potessero dar loro l’impulso energetico necessario per poter compensare le disarmonie psichiche. Ben presto dovette però riconoscere che esistono piuttosto dodici personalità fondamentali.

Cosi, dagli iniziali sette i “Guaritori” vegetali divennero dodici.Poi Bach si vide costretto ad aggiungervi quattro”Aiuti”, che ben presto divennero sette, sicché i rimedi floreali crebbero a diciannove. In seguito, come elevando di una ottava una melodia musicale, raddoppiò le diciannove essenze con una seconda serie di rimedi floreali dall’azione particolarmente energica nella sfera mentale. Ora aveva finalmente trovato la serie completa delle 38 “nature gioiose del mondo vegetale” come i rimedi per i corrispondenti stati d’animo archetipici.

Chi s’intenda un po’ di scienze ermetiche, alchimia o astrologia, riconosce già dai numeri(12,7,4) delle gerarchie organizzative che si rispecchiano nel macrocosmo e nel microcosmo.Nella dodecalità si riconoscono gli impulsi creativi organizzativi, strutturanti, formativi, associati alle regioni dello zodiaco, i quali fanno vibrare il principio spirituale(astrale) nella grande natura come nella piccola(macrocosmo e microcosmo).

Questo principio spirituale astrale, che gli antichi chiamavano”anima mundi”, viene ripartito in sette componenti attraverso l’influsso dei sette pianeti visibili. Le congiunzioni, opposizioni e altre posizioni assunte dai pianeti tra loro danno alla vita i suoi ritmi e i suoi cicli. I pianeti sono superiori alle quattro forze fondamentali ( terra, acqua,aria, fuoco) e ai quattro campi morfogenetici ovvero energie formatrici eteree che in essi trovano espressione.

Alla fine le forze eteree, suddivise in molteplici unità, si cristallizzano in strutture materiali finite: si solidificano nelle innumerevoli forme del cosiddetto mondo materiale e possono essere facilmente analizzate, quantificate e classificate nei normalizzati sistemi fisici e chimici della scienza materialistica-che di regola è cieca per cose come influenze astrali e forze eteree.

Tutto ciò che si manifesta sul piano materiale è destinato a scomparire. Quando le forze organizzatrici si separano dagli elementi, questi si disgregano e ricadono nel caos. Invece i campi strutturanti che hanno prodotto, ad esempio, la forma di un fiore, continuano ad esistere-anche senza il supporto fisico. Essi esistono nell’aldilà,fuori dello spazio e del tempo, e possono in qualsiasi momento dar luogo a una nuova corporeizzazione.