Lettera N. 22: I Fiori di Bach - Quindicesima parte
(Inviata il 30 giugno 2000)
I FIORI DI BACH di Eleonora Segreto Cammarata - Quindicesima parte
CARATTERI PLANETARI DEI FIORI di Mechtild Scheffer e Wolf- Dieter Storl
L’antica astronomia non si limitava tuttavia alle influenze delle dodici costellazioni zodiacali. Ad ognuno dei sette pianeti fu attribuita una specifica forma di fiore, come pure un colore specifico, che poi vennero associati ai moti dell’animo e agli istinti animali che caratterizzavano ciascuna costellazione. Si tratta di qualità che si possono evincere dall’aspetto e dal portamento del fiore. I fiori di Saturno , ad esempio, o sono delle forme poco appariscenti, come le amare infiorescenze cinerina dell’artemisia, oppure hanno un lucore celeste, come il miosotide o la genziana. Lo stato d’animo corrispondente può essere descritto come scontroso, indurito o melanconico ( si pensi al Blues), oppure, in senso positivo, come postato e senza illusioni. I fiori di Giove, non importa di quale famiglia di piante, sono di uno splendente colore che va dal giallo oro all’ arancione; il corrispondente stato d’animo è gioviale, generoso, saggio od anche vanitoso e dissipato.
Il fiori di Marte, di un acceso colore rosso fuoco, corrispondono al carattere marziale: aggressivo, orgoglioso e irruento, ma anche coraggioso e deciso. In modo analogo si può scorrere tutta la serie dei pianeti, fino alla luna con la sua disposizione d’ animo lunatica, volubile e passivo recettiva e le corrispondenti infiorescenze pallide, da bianche a lillà.
Anche i quattro elementi hanno vibrazioni la cui espressione può essere rilevata nelle piante come nella psiche. Nel sistema dei temperamenti conosciuto fina dall’antichità classica, l’elemento terra, quando è troppo forte, è ritenuto responsabile di un temperamento depressivo, melanconico; alle piante dà consistenza, fa crescere le radici e i tessuti legnosi.
L’acqua favorisce la crescita e il germogliamento delle piante e , quando prevale, rende l’uomo flemmatico. L’elemento aria fa sbocciare i fiori e dà all’uomo un temperamento sanguigno. Il fuoco fa maturare i semi e suscita nell’uomo il collerico.
Nella sua opera “ I dodici Guaritori”, pubblicata nel 1933, Bach scrive.”Esistono dodici tipi fondamentali di personalità, e per ciascuno di essi un aspetto positivo e uno negativo.
Questi tipi di personalità ci sono indicati dalla luna, a seconda della costellazione zodiacale nella quale si trovava al momento della nascita, (…) i pericoli di interferenza li troviamo nei pianeti.
Ma gli astrologi danno eccessivo rilievo ai pianeti. Se restiamo fedeli alla nostra personalità, fedeli a noi stessi, non abbiamo ragione di temere influenze planetarie o altre influenze esterne,. I rimedi ci aiutano a sostenere la nostra personalità. Solo nei primi stadi della nostra evoluzione siamo sostenuti o determinati direttamente da uno o più pianeti. Una volta che abbiamo sviluppato l’amore, il vero amore per il prossimo, siamo liberi dall’influenza degli astri, liberi dalla linea del destino, e governiamo liberamente il timone della nostra nave, qualunque cosa accada”.Bach era dunque pienamente cosciente del fatto che i suoi “dodici Guaritori” sono correlati ai segni zodiacali e che la luna gioca un ruolo importante nello sviluppo della personalità. Per Paracelo e i medici dell’antichità questi rapporti tra le stelle, i pianeti, gli stati d’animo e le relative piante medicinali erano cosa ovvia. Ancora Nicholas Culpeper orientava la sua famosa fitoterapia rigorosamente alle segnature dei sette pianeti e alle influenze dei dodici segni zodiacali.
Ma nello stesso anno in cui pubblicava l’opera sopraccitata, Bach scriveva ai suoi amici:
“riguardo all’astrologia sono piuttosto cauto”. Egli rifuggiva dall’eccessivo teorizzare. A lui importavano prima di tutto i suoi rimedi, che dovevano essere di giovamento ai sofferenti; egli non voleva “essere collegato a niente di dogmatico, fintantoché non ci fosse niente di sicuro”. In quanto “ la collocazione esatta dei segni zodiacali, pianeti e organismi è per il momento ancora incerta”.
Ma nella sua opera, non portata a termine,”Una storia dello zodiaco”, abbozzata nell’anno successivo, si esprime ancora soltanto in questi termini:”I saggi fratelli degli uomini, che tanto tempo fa ricevettero dalle stelle la lieta novella, andarono alla ricerca di erbe, i veri amici degli uomini che celavano i poteri della guarigione e trovarono i “Dodici Guaritori”.
Collegamenti metafisici tra gli spiriti delle piante medicinali, degli astri e degli uomini!
La nuova medicina psicosomatica prende di nuovo sul serio idee del genere. Richard Grossinger, professore di etnologia medica all’Università di Berkeley, California, giunge alla conclusione che la realtà della creazione esiste contemporaneamente nella natura e nella psiche.” Le medicine scaturiscono dall’anima, un’ anima che è estesa e collettiva; e nella sua mente sono comprese anche le strutture delle forme botaniche e zoologiche, anche se queste sembrano stare al di fuori della limitata psiche dell’ organismo”.
Egli asserisce che tutto è collegato a tutto e che l’impulso che diede origina ai fiori può dare origine, sotto altre”condizioni di matrice”, anche a un sintomo patologico, a un virus, a una fobia o ad uno stile artistico. Cosi il cerchio si chiude. Per la sua straordinaria scoperta Bach ha non solo il sostegno degli antichi fitoterapeuti, ma anche quello dei moderni teorici della medicina solistica.