Lettera Nº 6: L’evoluzione dello spirito con lo Yoga
(Inviata il 25 febbraio 2000)
Carissimi amici,
queste lezioni sono nate ad uso esclusivo della Scuola YOGA VIP -ViviamoInPositivo. La scuola Yoga di Torino e Palermo è nata nell’estate del 1998 dalla volontà di quattro amici (che non si sono incontrati per “caso”), di lavorare uniti per sviluppare un progetto di insegnamento (la scuola) con lo scopo di crescere insieme spiritualmente, ad di là di distanze, di tradizioni, di culture.
Perché una scuola? Perché per crescere abbiamo bisogno di imparare con metodo, con disciplina, con impegno, con volontà di applicazione, nell’ unione di intenti e di ideali ed è questo che la scuola VIP-ViviamoInPositivo si impegna ad offrire a tutti i suoi studenti.
È significativo che le prime persone che con entusiasmo hanno aderito al diffondersi di questo progetto abitino in città “isolane” quali Palermo, Siracusa, Agrigento e Cagliari. Ed è così che la scuola VIP-ViviamoInPositivo dall’ottobre del 1998 inizia proprio con l’unione di Torino con le Isole.
Noi quattro, iniziatori del progetto, siamo stati aiutati e guidati lungo tutto questo cammino da una creatura angelica, Jezael, che ci ha ispirato il testo di questo manuale. La scrittura è avvenuta direttamente, il messaggio è giunto attraverso il pensiero, noi abbiamo posto le domande e lui ci ha suggerito le risposte, così come ci sono “giunte” ve le riportiamo.
Buon lavoro e grazie di essere uniti a noi!
Marilù, Sergio, Roberta e Salvo
SOMMARIO:
§ Preghiera
§ La mente
PREGHIERA di Paramahansa Yogananda
O Spirito Infinito,
ricarica il mio corpo con la Tua Energia Divina,
la mia mente con la Tua concentrazione,
la mia anima con la Tua gioia sempre nuova
OM PACE AMEN
La “mente inconsapevole” è attualmente la padrona di tutto il nostro essere. Per effettuare un qualsiasi cambiamento in direzione di un sentiero spirituale occorre “domarla” cioè renderla attenta e pronta alle esigenze più elevate dello spirito.
L’essere in cui abita la “mente inconsapevole” si è fatto dominare da essa al punto da convincersi di essere SEPARATO da tutto e da tutti. Il suo primo compito in questo cammino sarà quindi quello di imparare a dominare la mente e quindi il pensiero.
Se pensiamo ad un cavallo libero nella prateria, che viene preso, imbrigliato e costretto a cavalcare con un cavaliere e a fare esattamente ciò che il cavaliere gli dice di fare, possiamo comprendere cosa provi una mente che viene educata e disciplinata.
Quindi il primo passo verso la consapevolezza consiste nell’affinare il pensiero e ricondurlo alla sua origine “cosmica”: tutti gli esseri umani indistintamente fanno capo ad un Unico grande Essere (il Padre, il Creatore, l’Intelligenza Infinita, L’Energia Cosmica) e sono parte integrante della fratellanza universale.
RITORNARE ALL'ORIGINE
Tornare all’Origine vuol dire realizzare di non essere né la mente né il corpo, ma un Essere Unico che per comodità si è diviso in tante piccole particelle che “apparentemente” agiscono in maniera separata. Immaginiamo un unico grande elaboratore di dati composto da tantissime unità sparse per tutto il mondo.
Queste unità-menti sono intelligenti (in grado di elaborare pensieri), autonome e libere (libero arbitrio) ma ad un certo punto hanno perso di vista la loro origine comune e si sono percepite come unità “separate” identificandosi con il corpo che le racchiudeva, dimenticando così di fare TUTTE parte di un unico grande Progetto di CONOSCENZA.
Tuttavia è solo questione di tempo, prima o poi ogni mente dovrà ricordare il suo collegamento con la Fonte: l’inevitabile cammino dell’evoluzione.
RIASSUMENDO
La mente ha dimenticato la sua origine spirituale e ha creduto di essere separata dal Tutto Si è identificata con il corpo e ne ha fatto il mezzo della separazione, si è costretta dentro un piccolo potere personale che ha chiamato “ego” e si è lasciata imprigionare da se stessa.
Questo piccolo potere personale le ha creato una grande
confusione, perché, avendo perso il riferimento Unico (Assoluto) è precipitata nel mondo degli opposti e della molteplicità (relativo). Questa è la situazione della “mente inconsapevole” cioè che ha dimenticato la sua reale origine, quella di Unità cosmica.
Il momento in cui la mente inconsapevole, per un qualunque motivo si risveglia, comprende di essere in connessione con il Tutto: questo è un dato di fatto, ma è sconosciuto alla maggioranza delle persone.
RIEDUCARE LA MENTE
Per riportare in pratica la mente alla sua condizione originale occorre operare un cambiamento di percezione tra la maniera attuale di comportarsi della mente e quella originale.
Per operare questo cambiamento sono necessarie alcune condizioni:
§ prendere consapevolezza dello stato attuale della propria mente (lo stato di separazione);
§ avere la volontà di cambiare;
§ agire per riportare la mente verso l’unità
Una volta che si sia consapevoli che è la mente a utilizzare il corpo come mezzo di separazione, basterà agire sul ridimensionamento dei livelli della mente e del corpo. Vale a dire riportare la condizione del corpo a quella di “mezzo di comunicazione”, e non di mezzo decisionale.
E ristabilire come unico mezzo decisionale la mente.
Se la mente viene usata come un’entità libera e completa in quanto universale, non avrà alcun limite, mentre se viene usata come manifestazione della volontà del corpo sarà piena di limitazioni e di paure.
Immaginiamo per un attimo l’oceano e vediamo che la singola onda cerca di giungere alla riva e poi si affanna a ritornare a largo, poi quando è finalmente arrivata a riva viene risospinta indietro e nuovamente crede di dover lottare per arrivare nuovamente a riva. Se l’onda non è consapevole di far parte di un oceano, non comprende che tutte le altre onde stanno facendo esattamente come lei e pensa di essere la sola a lottare per raggiungere la riva.
Questo è quanto fanno gli uomini. Se solo acquisissero consapevolezza del loro vero Essere, scoprirebbero che ogni altro essere umano ha lo stesso scopo e che tutti insieme fanno parte del Tutto . Ogni particella, ogni atomo, ogni essere è come un’onda dell’oceano.
Perché l’essere umano si renda conto di far parte dell’Oceano della vita, occorre che allarghi la sua “coscienza”, in poche parole che giunga ad una visione totale, cosmica.
La spinta evolutiva all’unione giunge quando ci si incomincia a chiedere: «Da dove vengo e dove devo andare?».
IL PENSIERO
Che cos’è il pensiero? Il pensiero è il mezzo di comunicazione tra la mente e l’Intelligenza infinita. La mente che si è creduta separata dall ‘Unità centrale si è identificata con il corpo e ha visto anche le altre menti come corpi, non ha più saputo comunicare con loro perché ha creduto di essere sola.
Il pensiero concepito da una mente che si crede sola è un pensiero di separazione, il pensiero di separazione ha fatto sì che la mente sentisse l’esigenza di un appoggio, questo appoggio è stato chiamato ego ed ha la sua massima espressione nel corpo e nei 5 sensi. L’ego, infatti, ha assorbito praticamente tutti i pensieri della mente originaria ed ha fatto credere alla mente di dipendere dal corpo, per l’ alimentazione, per la soddisfazione dei suoi desideri, per la sua felicità.
Una mente che formula pensieri negativi, sparge vibrazioni negative su tutto l’universo, questi pensieri negativi influiscono sulla mente stessa e abbassano le energie nel corpo, causando disagio o malattia.
La mente inconsapevole ha pensato milioni di pensieri negativi, di paura, di solitudine, di dolore che si sono diffusi per tutto il mondo.
Solo quando la mente si ricollega all’universo e quindi alla sua funzione completa potrà essere totalmente illuminata, perché solo la sua condizione di unità la potrà rendere tale. Ogni tentativo di identificare la mente con il corpo ne limiterà l’estensione e convaliderà la separazione.
ANCHE GLI ANIMALI POSSEGGONO UNA MENTE?
La differenza tra gli uomini e gli animali sta proprio nella mente. Gli uomini elaborano pensieri e gli animali no. Gli uomini elaborano pensieri autonomi, gli animali seguono l’istinto. All’uomo è concessa l’ evoluzione cosciente, in quanto ha la possibilità di imparare a discernere, l’animale sceglie solo per via istintiva. I pesci piccoli non possono scegliere di non essere mangiati da quelli grossi, così come la gazzella è il cibo del leone. L’uomo può scegliere sia di cosa cibarsi (l’animale no), sia come vivere. L’uomo può evolvere la sua vita a livello spirituale calmando e positivizzando il pensiero, l’animale non avendo pensiero non può scegliere, deve seguire l’istinto.
CHE RAPPORTO C'È TRA MENTE E CORPO?
Il corpo dell’uomo non è altro che la carrozzeria di una macchina, il motore è la mente.
La carrozzeria da sola non serve a nulla anche se può essere nuova e bella. Il motore, insieme alla carrozzeria, fa l’automobile. Se il motore funziona, anche se la carrozzeria è brutta la macchina va avanti lo stesso. La carrozzeria da sola anche se bella e nuova, senza motore non avanza. La mente non dipende dal corpo, ma il corpo dipende dalla mente.
Che cosa porta la “mente separata” o “ego” a identificarsi con il corpo? L’ego che cos’è?
L’ego è nato dalla convinzione che la mente sia separata da Dio e da tutti gli altri esseri umani. L’ego è l’anima che si è identificata con il corpo, agisce tramite i 5 sensi ed è diventata “materia”. L’ego materiale è nato nel momento in cui l’anima ha preso possesso del corpo, il pensiero si è diviso in due: pensiero spirituale (unità e visione totale) e pensiero materiale (corpo). L’ego il cui significano non è altro che “io”, ha sostituito il “noi”.
L’uomo tuttavia tende istintivamente ad uscire dallo stato di isolamento. In un gruppo che lavora in maniera affiatata, lo stare insieme supporta le difficoltà dei singoli individui che lo compongono, ecco perché l’uomo ha costruito città, comunità e cerca sempre di unirsi ad altre persone. La condizione di solitudine è una condizione anomala nell’uomo. Perché? Perché inconsciamente cerca sempre di ricreare la condizione originaria di unità. E lo fa riunendosi con piccoli gruppi, gruppi sportivi, di nazioni, di interessi comuni, religiosi, ecc., questa è una maniera inconscia di ricreare l’archetipo iniziale e originario di unità. Ma in questi gruppi l’unione, nella maggior parte dei casi, avviene tra corpi e non tra anime e, nell’unione di corpi, si creano anche nei gruppi differenze e lotte di potere materiale (lotte tra ego materiali). E spesso questo vale anche per l’unione di due persone in società, matrimoni, ecc..
Inizialmente, quando l’uomo si è ritrovato solo sulla terra aveva una condizione istintuale simile a quella animale, il suo primo pensiero era la sussistenza, poi con l’andare del tempo, ha migliorato le sue condizioni di vita unendosi in gruppi per difendersi dagli agenti esterni o dalle bestie feroci, ha inventato nuovi arnesi che lo aiutassero a svolgere il suo lavoro.
Il pensiero tende autonomamente verso l’unione con il Tutto, ma sono pochi coloro che lo comprendono e riescono a fondere il loro pensiero nel Pensiero Assoluto, nella meditazione. La maggior parte degli esseri umani ha continuato, istintivamente a ricercare un miglioramento materiale delle condizioni ambientali, lasciandosi così sopraffare dall’istinto del “potere”. Il pensiero è stato utilizzato per conquistare il potere sugli altri esseri umani. Ma di quale potere si sta parlando? Solo del potere dell’ego materiale, quello del singolo individuo che, come la piccola onda, pensa di essere lui l’Oceano: “Io faccio., io sono.”, si agita, corre, si affanna alla ricerca di qualcosa che non troverà mai fuori di sè.
ESERCIZIO: "La mente unita"
Trovate un compagno/a per effettuare questo esercizio. Sedetevi uno di fronte all’altro, chiudete gli occhi e congiungete le mani in posizione di preghiera. Rimanete assorti per qualche minuto. Poi portate le mani sul cuore sentendone i battiti, continuate a respirare per qualche minuto in silenzio, ascoltando i battiti del vostro cuore e concentrando la mente su questo pensiero: “Dio è nella mia mente e in tutte le menti”.
Ora entrambi aprite le mani e appoggiate i palmi l’uno su quelli dell’altro. Rimanete in silenzio e cercare di percepire i battiti del cuore dell’altra persona. Entrate in comunione con la mente dell’altro. Ripetete lentamente mentalmente: “Dio è nella mia mente e in tutte le menti”.
Rimanete in questa posizione per qualche minuto, senza emettere alcun giudizio, semplicemente sentendo l’unione delle vostre menti con un’Unica mente universale.