(Inviata il 12 maggio 2000)
Carissimi amici,
giovedì 18 maggio,
giorno del Plenilunio nel segno del Toro si festeggerà il Wesak, appuntamento
molto atteso dal mondo spirituale.
Desidero per chi
di voi non fossero a conoscenza di questo evento, illustrarvene i contenuti.
Per coloro che
sono di Torino, giovedì 18 maggio alle ore 21.00 al Circolo VIP
ViviamoInPositivo, di Via Barge, 15 si celebrerà la ricorrenza del Wesak, siete
tutti invitati! Lo stesso avverrà nella sede VIP di Palermo (tel. 091-454540
Roberta e Salvo Amata)
Coloro che fossero
troppo lontani da queste due sedi, potranno riunirsi in piccoli gruppi e
guidare una meditazione collegandosi mentalmente con la valle del wesak e con
noi e riceveranno ugualmente le grandi benedizioni che giungeranno dai Maestri.
Giovedì prossimo
vi invierò le fasi della cerimonia e la meditazione.
Pace e bene!
Marilù
WESAK
A primavera
inoltrata, nella notte del plenilunio nella
costellazione del
Toro, il pianeta vive un grande evento che si verifica sui piani spirituali. In
questa “festa” l’umanità ha la possibilità di ricevere la benedizione del
Buddha che ritorna, quella del Cristo e dei Maestri di Saggezza che vegliano
per guidarne l’evoluzione spirituale. Tutti coloro che vi prendono parte, anche
solo collegandosi col pensiero, con il desiderio di esserci, ricevono la
propria parte di Luce.
La valle del Wesak
Dobbiamo spostarci
nell’Himalaya, in una zona impervia fra la catena del Karakorum e quella del
Kun Lun, alle pendici del monte Kailash, uno dei luoghi più sacri del pianeta.
Fortunatamente,
proprio le asperità del percorso hanno tagliato fuori quest’area dai sentieri
battuti dal trekking, questo le ha permesso di conservarsi intatta in tutta la
sua sacralità. In una delle sue valli, la cui ubicazione permane segreta agli
occidentali, si celebra annualmente il rituale e molte migliaia di persone si
mettono in cammino da tutto il continente indiano con mezzi di fortuna per
parteciparvi.
È una valle chiusa
a nord-est, da una grande roccia bianca, venata da un minerale luccicante. Un
grande masso squadrato, dell’identico minerale, lungo circa 4 metri e largo 2,
utilizzato da sempre come altare, ne delimita l’imboccatura. Questa è la valle
in cui si svolge il Wesak, un luogo sacro a cui non si giunge mai per caso, ma
soltanto quando si è pronti interiormente. Una valle sacra in uno dei luoghi
più magnetici del pianeta.
Il significato del Wesak
Ma cos’è il Wesak
e perché è così importante? È una festività orientale molto antica; appartiene
alla tradizione buddista, ma il suo significato è molto vasto, non limitato ad
una sola religione, poiché la sua grande Benedizione è destinata a tutta
l’umanità.
La Tradizione
indiana narra che cinquecento anni prima di Cristo, il principe Gautama
Siddharta raggiunse il massimo dell’illuminazione divenendo così un “Buddha”,
cioè un risvegliato.
Aveva trascorso la
sua lunga vita nell’ascesi e nell’insegnamento degli ideali di pace, amore,
compassione. Grazie al suo altissimo livello di evoluzione spirituale raggiunse
la perfezione, liberandosi dalla necessità di tornare a incarnarsi ancora sulla
Terra. Aveva percorso uno ad uno tutti i gradini della Conoscenza, per Lui non
c’è più un traguardo da conquistare, tutte le mete sono state raggiunte, è
divenuto la Perfezione incarnata, ora è un Maestro Perfetto, il suo compito
sulla Terra è finito... Il Buddha, muore nell’anno 483 avanti Cristo, nel mese
di Wesak (maggio), nella notte del plenilunio. Immediatamente raggiunge la
soglia del Nirvana, il Luogo della grande Liberazione, corrispondente più o
meno al nostro Paradiso. Una volta varcata quella soglia, sarà libero dal
doloroso ciclo della rinascita e della morte, si troverà immerso nella luce e
nella beatitudine eterna.
Gli sarebbe
bastato fare un piccolo passo e di tutte le sue vite terrene non sarebbe
rimasto neppure il più remoto ricordo. Una gioia eterna, perfetta ed
incorruttibile si apriva dinanzi a Lui ma, mentre sta per varcare quella
fatidica soglia, il Buddha si arresta, si volge all’indietro e guarda il genere
umano sul pianeta che ha appena abbandonato... Vede tutti gli esseri
schiacciati dalla sofferenza, dalla fatica, dalle malattie, esposti alla
violenza della natura e dei loro stessi simili, e il suo cuore compassionevole
prova pietà. Da ogni angolo della terra sale fino a lui il grido di dolore di
tutte le creature. Gli giunge il grido degli animali frustati e macellati,
degli uomini in lacrime... Proprio Lui, il Maestro di Compassione non può
andarsene e lasciarli così, il suo nobile cuore esita...
Su quella soglia
di beatitudine il Buddha si ferma, non ha il coraggio di proseguire e così,
dinnanzi a tutti i grandi Esseri della Gerarchia pronti ad accoglierlo, formula
il solenne giuramento:
Ogni anno, nel
momento esatto in cui si forma il plenilunio nella Costellazione del Toro,
tornerà sulla Terra a portare la Sua benedizione, la sua mano tesa per aiutare
ed incoraggiare l’evoluzione spirituale dell’umanità.
Questo è il senso
della festa del Wesak, un rituale che da duemilacinquecento anni viene celebrato
nel mondo buddista.
I Pellegrini dell'Himalaya
All’approssimarsi
della data prevista, migliaia di pellegrini s’incamminano verso questa valle.
Per alcuni il viaggio durerà molte settimane, giungono da Ceylon, dal Tibet,
dal Nepal, da luoghi sperduti, attratti dal sacro richiamo. Chi sono? Sono
guide spirituali, sono discepoli e Maestri di ogni ordine e grado appartenenti
alle più svariate correnti religiose, filosofiche o esoteriche. Sono Lama,
guru, sadhu, uomini santi che, con la loro parola contribuiscono alla crescita
spirituale di milioni di uomini.
Raggiunto il
luogo, si collocano nella posizione che è consona al loro grado; ciascuno
conosce esattamente qual’è il suo posto, senza prevaricazione né discussioni.
Pur appartenendo a
gruppi etnici radicalmente diversi, a religioni differenti, tutti i
partecipanti sono ben consci dell’importanza della funzione unificatrice della
cerimonia, poiché la radice della conoscenza è unica, come unica è la divinità.
Qui non esistono barriere né pregiudizi di nessun tipo, tutti lavorano
dedicando la vita ad un obiettivo comune: l’evoluzione spirituale del Genere
Umano. Quando il momento del Plenilunio si avvicina, sull’altare di pietra
viene posta una grande coppa di cristallo piena d’acqua. I pellegrini cantano e
pregano nell’attesa del grande Evento che sta per verificarsi.
L'arrivo dei Maestri
Quando tutto è
pronto, arrivano i Grandi Iniziati della Gerarchia. Presenziano alla cerimonia
nel loro Corpo di Luce, sono anche Loro Maestri Perfetti. Il Buddha, rimane
manifesto nel suo corpo di luce per otto minuti, poi lentamente com’è venuto,
scompare.
I partecipanti
rimangono ancora in profondo raccoglimento e meditazione, poi lentamente si
avvicinano alla roccia qui riceveranno dalle mani dei Maestri un sorso d’acqua
attinto dalla coppa di cristallo. L’acqua, che a quelle quote è così limpida e
pura, rappresenta la continuità dell’unione fra Maestri, discepoli ed esseri
umani. Fortemente magnetizzata dall’avvenimento, infonderà nuova energia e
determinazione a ciascuno.
Un'occasione di crescita
Nessuno può
giungere qui se la sua evoluzione spirituale non lo permette; non si giunge
alla valle del Wesak senza il consenso dei Maestri. Anche coloro che conoscono
i rudimenti di qualche tecnica di Viaggio Astrale, non saranno in grado di
arrivarci con la propria volontà. Nessuno può imboccare quella strada né sul
piano fisico né su quello astrale se il suo cuore non è puro. In questa valle
giungono soltanto coloro che stanno lavorando per servire amorevolmente il loro
prossimo, senza aspettarsi alcuna ricompensa o riconoscimento.
Questa grande
benedizione che viene impartita in uno dei luoghi più sacri del pianeta, è in
effetti una grande occasione per tutta l’umanità, è la possibilità di ricevere
un iniziazione collettiva per fare un grande balzo sulla via dell’evoluzione
spirituale.
Una grande energia
luminosa viene liberata e resa disponibile, sono necessari uomini e donne che
si offrano come canali liberi per raccoglierla e diffonderla sul Pianeta.
Al termine della
celebrazione, i partecipanti torneranno alle loro città, alle loro case con
forza rinnovata, con un grande impulso-aiuto per riprendere il compito che si
sono scelti o che è stato loro affidato.
Incontrarsi a metà strada
Il Wesak è il
momento supremo in cui si realizza il più intenso sforzo spirituale di tutto
l’anno da parte della Gerarchia per accostarsi all’umanità, e
contemporaneamente, è il momento in cui l’umanità raggiunge la sua massima
possibilità di innalzarsi verso la Gerarchia dei Maestri.
Durante il Wesak è
tutto un enorme tendersi di mani per raggiungersi e collaborare. La Gerarchia
non può scendere più di tanto verso l’oscuro regno della Materia, e né
l’umanità (intesa come massa) può elevarsi in gruppo più di tanto verso l’alto.
Questo momento
segna profondamente la vibrazione dei presenti, è come se un sigillo di luce
venisse impresso nella loro aura, un sigillo che li renderà ben visibili e
riconoscibili da parte dei Maestri. Coloro che sono pronti a fare il passo
successivo verranno innalzati e sorretti.
Prepararsi a cambiare
Nessuno torna
“indenne” dal Wesak, perché nessuno ci è arrivato a caso. Tutti i presenti sono
stati instradati a questo incontro attraverso una incredibile geometria di
coincidenze, e chi non era pronto al cambiamento non ha trovato la strada, o
non ha trovato il posteggio o ha sbagliato giorno...
Non a caso abbiamo
parlato di “cambiamento”. Anche le persone apparentemente meno coinvolte alla
cerimonia, per il solo fatto di essere presenti nel luogo giusto nel momento
giusto vedranno cambiare la loro vita. Il cambiamento potrà essere così lento
da apparire impercettibile, eppure, nella profondità del loro cuore
cominceranno a sentirsi sempre meno attratti dalle cose piccole e meschine,
cominceranno a guardarsi attorno alla ricerca di ideali più importanti, di
valori più stabili con cui rapportarsi.
Coloro che
prendono parte alla cerimonia, sia i fortunati che raggiungono la valle
dell’Himalaya che coloro che vi si collegano col pensiero e la meditazione da
tutto il resto del mondo, tutti indistintamente vengono elevati spiritualmente
al disopra della massa.
Attraverso
ciascuno di loro, l’energia del Wesak fluisce fra il cielo e la terra; ogni
uomo ed ogni donna presente diventa un canale e ridistribuisce a sua volta la
potente energia di Luce che altrimenti rimarrebbe inutilizzata.
L'energia di luce
Una volta immessa
sul pianeta, quest’energia viene resa immediatamente disponibile, smistata e
convogliata verso quei luoghi e quelle situazioni in cui si rende necessaria.
Quest’energia può
influire nell’andamento di una crisi economica o politica, può affrettare un
cambiamento di tendenza, illuminare un dittatore, risvegliare cuori
addormentati, intervenire per placare le forze della Natura scatenate, poiché
anche la Natura è sensibile ai fermenti dei cuori umani... Nessun umano potrà
intervenire per manipolare o utilizzare queste grandi energie. È un compito che
presuppone la Buona volontà.
Stranamente, anche
le persone spinte al Wesak da semplice curiosità o con forte senso critico
ricevono la loro parte di serenità e benessere. Qualcosa di indefinibile che si
sprigiona nel contesto della cerimonia li impressiona comunque positivamente;
se il loro impegno non è duraturo, la spinta positiva si esaurirà in breve
tempo, lasciandoli esattamente com’erano. La loro presenza è comunque stata il
frutto di una lunga serie di coincidenze, un motivo occulto ci sarà
certamente...
Anche una piccola
dose di buona volontà, di amorevole senso di collaborazione verrà esaltata e
potenziata, tutti sono chiamati a lavorare per il Grande Piano. I Maestri
osservano tutti gli esseri umani, alla ricerca di collaboratori che permettano
loro di migliorare la vita sul pianeta.
L’umanità deve
superare gli ostacoli dovuti all’indifferenza, all’egoismo, alla crudeltà; è assolutamente
necessario che vengano instaurati “giusti e retti rapporti fra i popoli” per
usare le stesse parole del Maestro Tibetano, ma la scelta dipende
esclusivamente da noi. I Maestri non possono compiere il lavoro che è di
pertinenza umana. Essi si limitano ad indicarci qual’è la strada migliore per
crescere, ma non possono costringerci con la forza a percorrerla...
I Maestri hanno
raggiunto la Perfezione, ora tocca a ciascuno di noi crescere, evolversi ed
aiutare la crescita e l’evoluzione dei nostri fratelli che ancora dormono il
sonno dell’ignavia.
Il Wesak è un
grande momento di crescita. È il momento in cui tutta la Grande Gerarchia,
quella che il cristianesimo definisce la “comunione dei Santi” si rende
disponibile, porta la sua benedizione, la sua spinta, il suo incoraggia mento
ai fragili fratelli incarnati in corpi umani.
Nessuno giunge al
Wesak per caso, ma perché è scattata in loro una scintilla “speciale”. Anche se
alcuni non capiranno tutto subito, un seme di luce sarà stato deposto nel loro
animo e prima o poi darà i suoi frutti, anche se dovrà trascorrere molto tempo
prima che ciò avvenga.
Semplicità, umiltà, purezza di cuore
Il Wesak porta un
grande messaggio di pace ed unità, un messaggio semplice e sincero, non è una
nuova religione poiché appartiene a tutta l’umanità di ogni fede razza e
cultura. Rappresenta il primo passo verso l’unificazione di tutte le Religioni.
Si deve avere ben chiaro in mente che siamo tutti gli umili strumenti dei
Maestri, che siamo servitori dell’umanità, che stiamo svolgendo un servizio.
Nel corso della
celebrazione tutti i partecipanti diventano strumenti di una Forza molto grande
che li attraversa e si ramifica sulla Terra. Perché quest’energia arrivi e di
distribuisca è necessario l’impegno amorevole e consapevole di uomini e donne
di buona volontà. I Maestri lasciati soli, senza la nostra collaborazione, non
possono fare nulla per aiutarci, e l’energia di benedizione rimane
inutilizzata...
La grande invocazione
Dal punto di Luce entro la Mente di
Dio affluisca Luce nelle
menti degli uomini, scenda Luce
sulla Terra.
Dal punto di Amore entro il Cuore
di Dio Affluisca Amore nel
cuore degli uomini, possa il Cristo
tornare sulla Terra.
Dal Centro ove il Volere di Dio è
conosciuto il Proposito guidi i
piccoli voleri degli uomini,
Proposito che i Maestri conoscono e
servono
Dal Centro che viene detto il
genere umano si svolga il Piano di
Amore e di Luce e possa sbarrare la
porta dietro cui il male
risiede.
Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano Divino sulla
Terra.
Rappresenta una
richiesta mirata, precisa, senza sbavature.
Esaminiamola
insieme cercando di chiarirne i dettagli:
Viene invocata la
discesa della Luce, quella Luce che dalla Mente di Dio possa illuminare le
piccole menti degli uomini.
Viene invocato un
maggiore afflusso di amore, viene chiesto che, direttamente dal cuore di Dio,
da quel punto in cui tutto l’Amore dell’Universo è custodito, un po’ più di
amore raggiunga i cuori inariditi degli uomini.
Esplicitamente
viene chiesto alla divinità di far tornare il Salvatore sulla Terra.
Viene invocata una
guida sicura per l’umanità, una guida allineata al grande proposito Divino,
finora conosciuto soltanto dai grandi Maestri. In pratica viene richiesta una
maggiore vicinanza di queste Grandi Guide.
Viene chiesto che,
correttamente guidato, il Genere Umano possa svolgere il suo piano evolutivo,
in modo che il Male possa essere ricacciato indietro dalla Terra.
Conclude con una
richiesta-auspicio affinché i punti salienti:
Luce, Amore e
Potenza possano ristabilire l’Equilibrio divino sulla Terra.
È una preghiera
rivolta a tutti, cristiani, mussulmani, ebrei, buddisti, scintoisti, mazdei e
quante altre religioni esistano sulla Terra. Anche i non religiosi, anche gli
atei sono colpiti dalla sua profonda bellezza.
La ripetizione
unanime di questa invocazione da parte di una gran numero di persone, può
cambiare il modo di pensare dell’umanità.
IL VOSTRO PRIMO WESAK
L'atteggiamento mentale
Il primo Wesak è
una tappa emozionante per ogni individuo. Anche chi apparentemente vi è
arrivato per caso, trascinato da un amico, o incuriosito da un annuncio, in
effetti si trova nel luogo giusto nel momento giusto.
Il Maestro
Tibetano chiede di “partecipare intelligentemente... utilizzando
l’immaginazione al massimo possibile”. Non vi verrà chiesto nulla di
complicato, il rituale è semplicissimo, basterà seguire la meditazione guidata
e lasciarsi andare all’emozione della serata. Nel corso della serata, mantenete
un atteggiamento sereno, sentitevi fino nel profondo del cuore presenti alla
cerimonia sul sacro monte Kailash. Non importa se non sapete dov’è, non importa
come lo immaginate, ma immaginate di esserci. Ricordate che “lo spirito va dove
la mente lo porta”. Basterà collegarsi mentalmente con la valle del Wesak,
pensare di essere con gli altri partecipanti al cospetto dei Maestri e sarete
là, a ricevere e ridistribuire la grande Benedizione per il mondo...
L'atteggiamento fisico
Se vi è possibile,
prima della serata consumate un pasto leggero evitando di appesantirvi, non
bevete alcoolici. Questo non è dettato da motivi religiosi, ma per assicurarvi
una maggiore lucidità e consapevolezza.
Sempre se vi è
possibile, indossate qualcosa di bianco: una camicia, una felpa, il giubbino o
soltanto un foulard o una sciarpa. Il bianco è un colore facilmente
magnetizzabile ed emana un tipo di vibrazione positiva in sintonia con
l’energia della serata.
Portate con voi
una bottiglia d’acqua naturale (del rubinetto). Siate consapevoli che nel corso
della cerimonia verrà magnetizzata come quella che si trova nella coppa di
cristallo sull’altare nell’Himalaya. Una volta a casa, distribuitene un sorso
alle persone care, riceveranno una parte dell’energia.
I fiori
Portate con voi
dei fiori, non legateli a mazzi, ma lasciateli sciolti. Va bene qualunque tipo
di fiore purché sia privo di spine. Le rose sono belle, ma potrebbero ferire le
mani di chi le prenderà dopo di voi. I fiori sono un dono d’amore, coglieteli o
acquistateli con gioia, pensando alle persone che li riceveranno. In sala, deponeteli
tutti insieme a formare una lunga siepe con le corolle rivolte verso gli
officianti del Wesak. Rappresentano i fiori che nella valle dell’Himalaya si
aprono al contatto dell’energia del Buddha, rappresentano la pace che scende
dal cielo su tutti gli esseri umani.
Al termine della
cerimonia, ciascuno dei partecipanti prenderà un fiore a caso. È un gesto di
amore e di pace che circola fra i presenti, chiudendo un cerchio di luce.
Quando prenderete un fiore fra i tanti, non saprete chi l’ha portato per voi,
ma ne sentirete l’onda amorevole. E allo stesso modo, chi prenderà i fiori che
voi avete portato non conosce la vostra identità, ma riceverà l’onda amorevole
del vostro gesto. Una volta a casa, fate essiccare il fiore appendendolo a
testa in giù, si conserverà a lungo. Anche i fiori, come l’acqua vengono
magnetizzati, conservateli in un angolo un po’ speciale della vostra casa,
rilasceranno lentamente nell’ambiente la forza di cui sono stati caricati. Il
prossimo anno lo sostituirete con un fiore nuovo.