Lettera N° 2 – 2001: Soprappeso e Obesità

(Inviata il 2 Marzo 2001)

 

Cause dell'eccessivo ingerimento dei cibi

Sono tutte quelle che interferiscono sul meccanismo ipotalamico della regolazione dei centri della sazietà e della fame.

In ordine di importanza possiamo così elencarle:

1)   Fattori di natura dietetica: connessi alla qualità sbagliata dei cibi ingeriti, facenti parte della dieta convenzionale. Si tratta di cibi “morti”, sottoposti a cottura tradizionale, denaturati e devitalizzati con elevate concentrazioni di amidi, proteine e grassi (cibi animali, legumi e cereali). Questi cibi non danno mai la sazietà, non essendo equilibrati nei loro nutrienti.

Sono carenti di fibra, vitamine e minerali. Per soddisfare le proprie necessità di nutrienti protettivi il corpo è costretto ad una domanda dei cibi cotti spesso ossessiva. L’accumulo di scorie che questi cibi producono intasano le cellule e gli organi, impedendo agli stessi di svolgere fisiologicamente le loro funzioni, ivi compresa la funzione ipotalamica della regolazione dei centri della sazietà e della fame.

La dieta convenzionale eccessiva, a causa dell’accumulo di tossine, esplica un’azione stimolante, che esaurisce l’energia nervosa, come avviene per tutti i cibi stimolanti e nocivi. L’assuefazione, conseguente a tutte le stimolazioni, provoca il bisogno di aumentare sempre più le dosi di cibo, disordinatamente, spesso fino allo spasimo, provocando il soprappeso e l’obesità.

2)   Fattori di natura fisiologica: per avvertire il senso di sazietà è necessario che l’aumento del livello glicocenico nel sangue e nelle cellule, conseguente ai nutrienti glucidi assimilati, venga trasmesso all’ipotalamo (centro della sazietà e della fame). Il segnale non è immediato ma richiede alcuni minuti.

L’affrettata masticazione consente negli stessi margini di tempo d’attesa di duplicare la quantità di cibi ingeriti, senza alcun bisogno fisiologico di cibo.

3)   Fattori vari di natura psicologica:

a)   il più importante è dovuto alla sindrome d’adattamento generale del corpo provocato dallo stress e dalle carenze affettive.

Nei momenti di paura, terrore, contrarietà fisiche e psichiche, lo stress provoca profonde mutazioni biochimiche nel corpo (aumento dei battiti, tensione muscolare, sudorazione, blocco delle secrezioni gastriche, eccitazioni mentali, decrescita delle reazioni immunitarie, ecc.), che l’organismo cerca di riequilibrare con ormoni secreti dalle ghiandole surrenali e da altre ghiandole.

Secondo Selye, ad un primo stadio detto di “allarme”, subentra un secondo stadio detto di “resistenza”. Il corpo si prepara con un forte spreco di energia alla “lotta” o alla “fuga”. Il terzo stadio è detto di “esaurimento”, caratterizzato dalla comparsa della stanchezza conseguente all’energia spesa. Nella società attuale industrializzata la possibilità della lotta o fuga per porre termine all’azione stressante, non sempre si può mettere in atto.

Il ripetersi degli eventi stressanti può produrre l’esaurimento dell’energia nervosa e l’innalzamento del livello di Tossiemia. Il cibo in queste circostanze può diventare una compensazione alle tensioni esistenziali e allo stress, oppure un desiderio inconscio delle esperienze alimentari felici dell’infanzia (meccanismo di difesa della regressione). “Ai chili di grasso accumulati, possono corrispondere chili di paure”, di rancori, di sofferenze emotive, di sensi di colpa, che vengono compensati col cibo. [la chiave del successo per dimagrire, Ed. Igiene Naturale S.r.l.-Gildone-CB].

b)   un altro fattore psicologico è costituito dall’ingordigia (ghiottoneria) e dalla voglia (appetito). Questa è di natira psicologica e va distinta dalla fame che è di natura fisiologica, connessa alle necessità delle cellule ed alla funzione nutritiva del cibo. L’ingordigia è provocata dal colore, odore e sapore dei cibi, dal ricordo di precedenti esperienze, dalla varietà dei cibi e delle pietanze servite a tavola, dalle bevande alcooliche e stimolanti.

A tavola si è già sazi quando viene servita la torta dolce.

Tuttavia il suo potere stimolante (legato essenzialmente al sapore dolce è tale, da sovrapporsi alla regolazione fisiologica dell’ipotalamo e costringere a riprendere l’ingestione disordinata di cibo, anche se fisiologicamente non necessaria.

4)   Fattori di natura familiare e sociale, rappresentati dalle abitudini di famiglia a ricorrere ad una cucina grassa ed abbondante, nonché dalle abitudini di partecipare a pranzi, a cene sociali, susseguentesi a ritmo frenetico ed impietoso (funzione culturale del cibo esasperata).

5)   Fattori di varia natura come la crescita (che può aumentare a dismisura l’appetito), il freddo, la convalescenza (dopo la malattia).

6)   Fattori di natura ormonale, dovuti a disordini endocrini (ipotiroidismo, ipercortisolismo, ipopituitarismo, castrazione ed altri).

La funzione “affettiva” del cibo è legata al ricordo inconscio del latte materno, del focolare domestico ed al bisogno di compensare le tensioni quotidiane esistenziali. La funzione “culturale” del cibo è legata al bisogno di dividere il piacere della tavola con le persone del gruppo sociale d’appartenenza, per una maggiore integrazione al gruppo.

Alle precedenti funzioni fa aggiunta la funzione “nutritiva”,

primaria e fondamentale perché l’organismo si possa conservare

LA SOLUZIONE NATURALE PERMANENTE AL PROBLEMA DEL PESO

I farmaci anoressizzanti proposti qualche tempo fa dalla Scienza Medica (anfetamine, benzedrina e simili) sono estremamente tossici, come lo dimostrano le persone che hanno perduto la vita per detti farmaci.

I medici si sono ravveduti ed hanno praticamente rinunciato all’uso di tali farmaci, dall’effetto rapido e spettacolare, ma pericoloso per la salute.

L’uso dei diuretici (riducono solo acqua e sali, non grasso), non risolve, ma peggiora il problema.

Le diete dimagranti ipocaloriche proposte dalla dietologia medica sono “cervellotiche” ed effimere nei risultati. Essenso affamanti, producono frustrazioni che costringono all’abbandono prima d’aver esaurito il ciclo suggerito dal dietologo. Comunque, anche se il ciclo è condotto stoicamente a termine, subito dopo l’aumento di peso riprende vorticosamente, annullando tutti i sacrifici fatti.

Tutte le altre diete proposte sul mercato per vendere qualcosa, meritano la massima diffidenza.

NON C'È BISOGNO DI ALCUN ALIMENTO CONTRAFFATTO O FALSO ALIMENTO PER CURARE IL SOVRAPPESO E L'OBESITÀ!

Nella maggior parte dei casi trattasi di cibi artificialmente composti non equilibrati e nocivi per la salute.

L’IGIENISMO offre una soluzione naturale e permanente, basata sul principio fondamentale che il corpo, dotato di autoguarigione, non ha bisogno di alcun rimedio. Importante è sopprimere la causa (sovralimentazione e scarsa attività fisica) e mettere il corpo nelle condizioni più favorevoli per ristabilirsi da sé.

Le condizioni più favorevoli si realizzano con i seguenti fattori igienici naturali:

1)   DIGIUNO

2)   REGIME DI ALIMENTAZIONE CRUDISTA

3)   ESERCIZIO FISICO

4)   TECNICHE PSICOLOGICHE (per separare il cibo dallo stress)

5)   STILE DI VITA IGIENISTA

Bibliografia

§         Dott. Antinio D’Elia, La salute è nelle tue mani, Ed. LFL Libreria Fratelli Laterza]

 

(continua)