Lettera N° 5 – 2001: La corretta masticazione

(Inviata il 23 marzo 2001)

 

LA CORRETTA MASTICAZIONE

È necessario “masticare, masticare, masticare”, senza fretta, lungamente, triturando i cibi finemente ed insalivandoli con i succhi salivari.

Un’affrettata masticazione non consente: di gradire i cibi, acquistare la consapevolezza del loro gusto (secco, fragrante, croccante, molle, fluido, ecc.) e della loro funzione nutritiva, completare il bolo salivare. E’ causa di carente digestione, fermentazione degli zuccheri, putrefazione delle proteine, formazione del meteorismo intestinale.

La cattiva digestione è la causa immediata delle malattie dell’apparato digerente.

Le fermentazioni e le putrefazioni producono tossine che andranno ad alimentare la Tossiemia e quindi tutte le malattie.

Una masticazione ed insalivazione insufficiente pregiudicano l’intero processo di digestione dei cibi amidacei, che anziché essere trasformati in energia andranno ad incrementare le feci e le tossine.

La cottura, allorché si è costretti a farne ricorso deve ammorbidire i cibi, ma non scuocerli.

I cibi devono sempre offrire una resistenza “al dente”, in modo da permettere un’intensa masticazione.

I cibi già tritati, i passati, le verdure, le minestre in brodo e salse liquide sono meno digeribili delle vivande asciutte, perché richiedono un tempo di masticazione ridotto.

Anche i cibi liquidi vanno “masticati” (trattenuti e arrotolati) sulla lingua e non rapidamente deglutiti. Nella saliva sono contenute sostanze ad azione sterilizzante.

Questo beneficio si perde con la rapida deglutizione. Il grande statista indiano Ghandi ha coniato un aforisma insuperabile per definire la corretta masticazione: “Masticare i liquidi e bere i solidi”.

La masticazione affrettata è una delle cause che conduce al sovrappeso e all’obesità. Non consentendo di avvertire il senso di sazietà, ci costringe spesso a raddoppiare la quantità di cibo che sarebbe sufficiente a ripristinare il livello glicemico del sangue ed il senso di sazietà.