Lettera N° 13: L’Ansia (VII)
(Inviata l’1 giugno 2001)
(7
- Ultima parte )
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Dr. Ferdinando Galassi
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Dr. Carmelo La Mela
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Dr. Stefano Lucarelli
LA LIBERTÀ IMPRIGIONATA
L’ANSIA
E IL PANICO: come comprenderli e affrontarli
Centro di Terapia
Cognitivo Comportamentale Unità Operativa di Psichiatria (direttore: Prof.
Pierluigi Cabras) Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche
Università di Firenze
IL BACKGROUND DELLO STRESS E LA TERAPIA
COGNITIVA
Gli attacchi di
panico si manifestano su persone particolarmente stressate. Tali soggetti sono
spesso arrabbiati, tristi, soli e preoccupati del lavoro e della famiglia. È
difficile per loro ammetterlo ed il problema rimane insoluto e continua a
produrre stress ed ansia. La terapia cognitivo-comportamentale può risolvere
questi problemi così come gli attacchi di panico. Il modello cognitivo insegna
a ricercare il problema, i “pensieri automatici” negativi, in ciascuna
situazione dove le emozioni sono particolarmente sgradevoli. Esaminando i
pensieri ci si rende conto se essi contengono un grado di distorsione o
esagerazione. Le persone riescono a pensare più realisticamente e a ricercare
soluzioni al problema.
Ridurre lo stress
che ne è alla base non solo facilita il problema del panico ma può avere un
beneficio addizionale. Può aiutare a riconsiderare le proprie supposizioni su
sé stessi e sulle persone che ci circondano e raggiungere più tranquillità e
soddisfazione a casa e al lavoro. Ci può essere speranza di un recupero di una
vita senza attacchi di panico. Un impegno di tempo e di energia può condurre
alla piena libertà. Un senso di orgoglio nel fronteggiare con successo un
problema difficile può sostituire l’ansia, l’imbarazzo e la paura.
ANSIA E PANICO: ISTRUZIONI PER L'US0
L’ansia è
un’emozione fastidiosa, spesso dolorosa di attesa non motivata che ci può
accompagnare per un attimo o per un periodo di tempo più o meno lungo. L’ansia ci è utile quotidianamente
essendo un meccanismo che fa parte del nostro sistema di attivazione di fronte
a situazioni nuove o impreviste di pericolo. L’ansia è fondamentale per la
nostra sopravvivenza.
L’ansia diventa
patologica quando la nostra interpretazione di uno stimolo diventa non più
corretta identificando l’evento come più impegnativo di quanto esso sia in
realtà. Non è l’ansia ad essere patologica, è il pensiero che associo alla
situazione. L’ansia è la corretta reazione a qualcosa di terribile che
immaginiamo.
L’ansia può essere
considerata uno stratagemma per attirare l’attenzione verso un problema.
Funziona in modo molto simile al dolore. Talvolta ci confondiamo e pensiamo che
il problema sia l’ansia. È come pensare che il dolore sia il disturbo.
Ricordate che il suo ruolo è richiamare la vostra attenzione ad un problema,
permettervi di riparare la ferita, di scacciare l’infezione. In modo analogo
l’ansia serve ad aiutarvi a ridurre il pericolo. Tuttavia quando il problema
non è il pericolo vero e proprio ma la vostra distorsione o esasperazione di
esso, non avete alcun modo di fronteggiarlo efficacemente. L’ansia non serve
più a proteggervi dalla minaccia. In effetti vi ostacola nel valutare
accuratamente il pericolo e nel selezionare una risposta appropriata.
Per affrontare,
quindi, l’ansia cattiva, potete usare la seguente strategia.
1. ACCETTARE
L’ANSIA: Nei dizionari accettare è definito come dare il consenso a ricevere.
Acconsentite a ricevere la vostra ansia. Datele il benvenuto salutandola. Dite
a voi stessi: “l’accetterò con piacere”. Decidete di accettare l’esperienza.
Non combattetela. Sostituite il rifiuto, la collera e l’odio con
l’accettazione. Resistendo, ne prolungate gli aspetti spiacevoli. Invece,
lasciatela fluire. Non rendetela responsabile di come pensate, sentite, e
agite. L’ansia fa parte di voi; combatterla è come combattere contro una parte di
sé. Chi è ansioso non è malato, è particolarmente sensibile e attiva l’ansia
più facilmente. Prova ne è che la vostra ansia si manifesta solo in determinate
situazioni e in molti periodi della vostra vita siete stati bene. La chiave per
interrompere uno stato d’ansia è accettarlo completamente. Rimanere nel
presente e accettare la vostra ansia la fa scomparire.
2. OSSERVARE
L’ANSIA: Guardatela senza giudizio, né buono né cattivo. Non guardatela come un
ospite indesiderato. Invece valutatela (ad esempio in una scala da O a 10) e
osservatela salire e scendere. Osservate e guardate i livelli massimi e minimi
della vostra ansia e osservate le situazioni che la fanno aumentare o
diminuire. Siate distaccati. Ricordate, non siete la vostra ansia. Più separate
voi stessi dall’esperienza, più potete osservarla. Guardate i pensieri, le
sensazioni e le azioni come se foste un amico ma non troppo interessato.
Dissociatevi dall’ansia. Siate nello stato d’ansia ma non fatevene travolgere.
Cercate di avere un atteggiamento distaccato e dissacrante magari
ironizzandoci.
3. AGIRE
CON L’ANSIA: Normalizzate la situazione. Agite come se non foste ansiosi.
Convivete con essa. Rallentate se dovete, ma continuate ad andare. Respirate
lentamente e normalmente. Se fuggite dalla situazione, l’ansia si abbasserà ma
la paura salirà. Se non vi fermate sia l’ansia che la paura si abbasseranno e
voi potrete, in poco tempo, continuare a fare quello che già stavate facendo.
4. L’ANSIA
FA BENE: Quelle percezioni che avete e che durano solo pochi secondi fanno
parte del vostro patrimonio biologico. L’ANSIA FA BENE perché vi permette di
affrontare le situazioni pericolose della vita. Se siete di fronte ad un
pericolo (ad es. un incidente mentre guidate) avrete una scarica di adrenalina
che vi permetterà di affrontare meglio la situazione (aumentando le vostre
capacità di prestazione). A volte è necessario per una persona sperimentare
paura per poter riconoscere la minaccia di un pericolo reale e prepararsi ad
affrontarlo. La natura ci ha fornito di ansia come una reazione di difesa che
serve per sopravvivere.
5. ASPETTARSI
IL MEGLIO: Ciò che più temete raramente accade. Le più famose società di
assicurazioni hanno guadagnato miliardi sfruttando la tendenza di tutti noi di
stare in ansia per cose che raramente si verificano; sono pronte a scommettere
con chiunque che le disgrazie previste non accadranno mai: solo che non le
chiamano scommesse ma assicurazioni e cioè una scommessa basata sul calcolo
delle probabilità.
6. NON
C’È PERICOLO: I sintomi che state sperimentando NON SONO PERICOLOSI. Non
rischiate nulla per la vostra vita. Il polso che corre o il cuore che batte, le
vertigini o la nausea, il desiderio di gridare o piangere o battere sul tavolo:
nessuna di queste reazioni fisiche o emotive indica che la persona è
pericolosamente malata o sta per diventare pazza. Sono spiacevoli. Sono
fastidiosi. Ma possono essere tollerati fino a che vanno via. E andranno via.
7. L’ANSIA
DURA POCO: Ogni esperienza ansiosa è LIMITATA NEL TEMPO. I sintomi sono in
relazione a una scarica di adrenalina che fisiologicamente dura solo alcune
decine di secondi. Potete aumentare il tempo dell’ansia solo se pensate
immagini o situazioni catastrofiche: è come se vi rispaventaste.
8. DISTRARSI
DALL’ANSIA: Cercate di distrarvi, utilizzate la TECNICA DELLA DIVERSIONE.
Concentratevi sui particolari e i dettagli di quello che vi circonda che non
hanno nessuna relazione con la vostra ansia; magari descriveteli a voce alta.
Farete passare il breve momento ansioso che vi ha preso e vi sentirete meglio
dopo poco tempo.
9. AFFRONTARE
CON PICCOLI PASSI: Ponetevi PICCOLI OBIETTIVI. Raccoglierete solo quello che
avete seminato. Affrontate una situazione di cui avete paura proponendovi solo
piccoli compiti da effettuare e siate contenti dei piccoli risultati ottenuti.
Se non siete in grado di completare una prova vuol dire che ancora e troppo per
voi. Ci arriverete passo per passo. Nella vita esiste sempre una parte del
problema che potete affrontare e risolvere.
10. ACCETTARE
E MIGLIORARSI: Non siate sorpresi la volta che avrete ansia. Invece,
sorprendete voi stessi col vostro modo di trattarla. Finché vivrete avrete
ansia. Liberatevi dalla convinzione magica di aver sconfitto l’ansia per
sempre. Aspettandovi l’ansia in futuro, state mettendovi in una buona posizione
per accettarla quando verrà di nuovo. Rileggete e cercate di applicare ciò che
avete letto. Continuate ad ACCETTARE LA VOSTRA ANSIA, ad OSSERVARLA, ad AGIRE
CON ESSA fino a che si abbasserà ad un livello confortevole. Datevi piccoli
compiti da risolvere rispetto alle situazioni che vi evocano ansia. Mettetela
in relazione con episodi accaduti e con i pensieri associati a tali episodi.
Cercatene il vero messaggio: non è l’espressione di una malattia ma il segnale
di qualcosa che non va nella vostra vita. Continuate ad applicare queste dieci
regole e vedrete che in poco tempo migliorerete allenandovi e rinforzandovi
nelle vostre capacità di affrontare l’ansia.Quando vi rendete conto di non
avere il completo controllo della vostra auto riducete la velocità per
riacquistarne il controllo. Quando sentite le vertigini in cima a una scala
alta vi attaccate ad essa più saldamente. E così sarà per la vostra ansia che
diventerà compagna della vostra vita aiutandovi a risolvere ogni problema e a
farvi sentire, quindi, più forti.
(FINE)
P.S. Questo manuale terminava con i
farmaci, parte che io ho scelto di non trasmettere in quanto non di nostra
competenza. Per maggiori informazioni suggeriamo di rivolgersi ad un medico
specifico.