Lettera
N° 1: Alcune Verità
(Inviata
22 Febbraio 2001)
Carissimi
amici,
riprendiamo
le lettere del venerdì per crescere insieme anche spiritualmente.
Il mio
carissimo amico Dr. Mario Rizzi mi ha dato il permesso di
inviare
alcune sue ricerche nel campo spirituale, vi ricordo che
potrete
trovare altro materiale anche nel suo sito:
Buon
studio e buona lettura!
Pace e
bene!
Marilù
ALCUNI
PRESUPPOSTI DI BASE
Alla
riscoperta di antiche verità (3)
Viviamo
in un’epoca di estremismi e di contrasti impressionanti in cui le più
straordinarie scoperte scientifiche nel Regno Materiale coincidono con quelle
ancora più sorprendenti del futuro della Coscienza. Ma se le prime sembrano
reali scoperte, le seconde non sono altro che riscoperte della Conoscenza degli
Antichi.
Infatti
realizziamo poco alla volta che gran parte di questa conoscenza scartata dai
razionalisti come semplice superstizione, non può essere ignorata o negletta in
modo così sistematico e che i fenomeni supernormali (paranormali), prima
attribuiti all’intervento sporadico della divinità, erano solo manifestazioni
di forze naturali, in mano a coloro che le sapevano manipolare o facoltà
percettive ancora sopite nella maggior parte degli uomini. Così, quello che una
volta era chiamato con devozione “miracolo”, è oggi considerato più freddamente
come un caso di chiaroveggenza, chiarudienza, mesmerismo ipnotico, guarigione
metafisica o magnetica, secondo le circostanze.
L’uomo
ha scoperto che queste facoltà sono in lui e possono essere, in parte, sia
ereditate sia scientificamente sviluppate grazie agli insegnamenti di un
maestro qualificato. In tal caso è possibile provare a se stesso con le sue
proprie percezioni l’esistenza dei piani superfisici, stati superiori di
coscienza, delle molteplici entità disincarnate e dei numerosi poteri e
potenzialità di cui aveva, fino ad allora, ignorato l’esistenza. Attendendo di
possedere queste facoltà, fa dipendere la sua conoscenza dalla testimonianza di
coloro che le hanno acquisite, nello stesso modo in cui accetta come vere le
testimonianze scientifiche degli scienziati sull’astronomia, o altri fenomeni
scientifici che non ha il desiderio o la possibilità materiale di scoprire da
solo. In una parola la scienza occulta è, nel minimo dettaglio, altrettanto
scientifica di quella della materia ed il fatto che ci siano occultisti
mediocri, indifferenti o fraudolenti non può rimettere in ogni modo in causa la
Verità stessa.
La
Verità è unica (4)
...esiste
una unità di fondo di tutte le religioni; non vi è differenza fra le verità
professate dalle varie fedi che il mondo si evolve, sia esteriormente sia
interiormente, secondo il medesimo procedimento e che tutte le Scritture
riconoscono una sola Meta. Eppure questa verità fondamentale non è facilmente
compresa. Il disaccordo esistente tra le diverse religioni, e l’ignoranza
umana, rendono quasi impossibile sollevare il velo e intravedere questa grande
verità. Le varie confessioni religiose alimentano l’ostilità e le divergenze,
mentre l’ignoranza accentua il divario che separa una fede dall’altra. Solo
pochi esseri particolarmente dotati riescono a sottrarsi all’influenza del
proprio credo e a scorgere l’identità perfetta delle verità sostenute da tutte
le grandi religioni.
Definizione
della "spiritualità" (5)
Noi
diamo al vocabolo “spirituale” un significato ampio. Non parlo qui di verità
religiose; le varie formulazioni che ci provengono da teologi ed ecclesiastici
appartenenti alle grandi organizzazioni religiose, sia orientali che
occidentali, possono essere vere o no.
Usiamo
la parola “spirituale” per intendere quel mondo di luce e di bellezza, di
ordine e di proposito, del quale parlano le sacre Scritture, quel mondo che è
oggetto di attenta ricerca da parte degli scienziati e in cui sono sempre
penetrati i pionieri della famiglia umana, per tornare poi a narrarci le loro
esperienze.
Consideriamo
spirituali tutte le manifestazioni della vita, ed estendiamo così il
significato usuale di questa parola, in modo che includa le energie e le
potenze che sono alla base di ogni forma della natura e conferiscono loro le
qualità e le caratteristiche essenziali.
La
vita spirituale non consiste... (6)
La vita
spirituale non consiste nell’andare in chiesa, accendere ceri, confessarsi,
dare qualche spicciolo ai poveri e mormorare qualche preghiera. No, la vera
spiritualità è una qualità della vita e sottintende un contatto con la vita
celeste, pura, armoniosa, perfetta. Infatti “spirituale” significa che lo
spirito si manifesta, che la Divinità si manifesta.
Ora,
spesso sono le forme che occupano il primo posto senza che il contatto con lo
spirito sia stabilito. Si incontrano dei sedicenti spiritualisti che hanno
tutto tranne lo spirito. In questi casi vedrete delle commedie, delle messe in
scena, ma lo spirito sarà assente. Quando lo spirito si manifesta, apporta la
nuova vita, una vita che fluisce, che purifica, che risuscita. Quando un essere
umano è animato dallo spirito, anche se non fa’ nulla, anche se non dice nulla,
si sente che in lui lo spirito è presente.
Lo
scopo finale (7)
...lo
scopo di tutte le autentiche discipline religiose, o dello Yoga, è condurre
l’individuo al punto in cui egli vedrà, e saprà, di per se stesso la realtà
delle cose. Non è costringere la gente a ciò che si considera essere una buona
condotta, anche se la condotta stessa, con la crescita della conoscenza
interiore, deve inevitabilmente diventare “buona” e sociale.
Molti
metodi sono stati usati per addestrare la gente, ogni religione accentuando un
qualche aspetto particolare delle direttive, e ognuna avendo, anche nel proprio
ambito, variazioni senza fine di tali aspetti. In tutte, però, e in qualsiasi
modo ciò venga espresso, l’essenziale è che l’essere individuale deve essere
cambiato in modo che l’identità personale, così come la messa a fuoco della sua
coscienza, vengano sostituite da qualcosa che va oltre l’ego separatista
intorno al quale, di norma, sono accentrate le nostre vite.
In
taluni casi viene richiesta l’osservanza di un rituale e di azioni esteriori,
anche in misura esagerata. In altri si dice che la verità esiste e può essere
trovata soltanto mediante la meditazione e una elaborazione interiore. In
alcuni il tema centrale è la devozione a un dio o a un Maestro; in altri è detto
che l’ignoranza, o la conoscenza parziale, sono la causa del nostro
“estraniamento” dalla realtà ultima.
Comunque
per tutte il punto culminante è il principio che fino a quando viviamo
focalizzati sul nostro sé personale, identificandoci a ciò che chiamiamo l’Io e
che consideriamo come scisso da una qualunque “esistenzialità” universale,
restiamo nel buio, meglio, rimaniamo ciechi alla Luce che è sempre presente
intorno a noi.
Lo
spiritualista può essere ricco quanto il Signore (8)
Se lo
spiritualista ha una coscienza vasta e illuminata, è ricco quanto il Signore,
poiché si sente figlio Suo e Suo erede. Mentre il materialista che non si
riconosce erede di Dio, si crede soltanto erede di suo padre, del nonno o dello
zio, ed è ben poca cosa. Lo spiritualista è colui che si considera un erede di
Dio, sapendo che la ricchezza si trova nella sua coscienza. Fino a che non
penserete in questo modo, sarete poveri e miserandi.
Se
amate la vita spirituale... (6)
Se amate
la vita spirituale, se non l’abbandonate mai, qualsiasi vostra difficoltà si
trasformerà in successo, in vittoria. Ma se, per sfortuna, decideste di
lasciare la vita spirituale perché vi impedisce di realizzare nel mondo
qualcosa di più interessante, siete naturalmente liberi di agire come più vi
piace; presto però vedrete l’enormità del vostro errore e di che cosa vi siete
privati.
La vita
spirituale è un contatto coi mondi superiori, un rapporto grazie al quale
imparate a progredire anche a vostra insaputa. Se interrompete questo legame
siete perduto, perché vi ponete fuori dalla luce.
Se
finora non avete ottenuto grandi vittorie, ciò è dovuto al fatto che ancora non
avete veramente sperimentato la potenza dello spirito. Incominciate a credere
in questo potere, e scoprirete quanto è reale. Più tempo passerà e più lo
vedrete manifestarsi in tutto il suo splendore.
Riferimenti
bibliografici
1) Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni Il Cigno, Peschiera del Garda (1996).
2) Hilarion, Le stagioni dello spirito, pag.123,
Edizioni Crisalide, Saturnia (LT), (1992).
3) David Anrias, Attraverso gli occhi dei
Maestri, pag. 17, Edizioni Amiedi, Milano (1932).
4) Swami Sri Yukteswar, La scienza Sacra, pag.
12, Edizioni Astrolabio, Roma (1993).
5) Alice Bailey, Dall’Intelletto all’Intuizione,
pag. 30, Edizioni Nuova Era, Roma.
6) Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al
giorno, Edizioni Prosveta, Moiano (PG), (1977).
7) Luarence J. Bendit, Autoconoscenza, pag. 15
Edizioni Astrolabio, Roma (1969).
8) Amadeus Voldben, I prodigi del pensiero
positivo, Edizioni Mediterranee, Roma (1992).