Lettera N° 7: La Santa Pasqua – Prima parte

(Inviata il 6 aprile 2001)

 

Il PLENILUNIO DELL'ARIETE - LA SANTA PASQUA (Prima parte)

Questo plenilunio è retto dalle energie il cui motto esoterico è:

“Io avanzo e dal piano della mente governo”. Vi sono pertanto delle energie che vengono emanate dalla Mente di Dio per aiutare l’Umanità a Risorgere (sono infatti chiamate Forze di Resurrezione), vediamo allora di comprenderle meglio. La Pasqua, detta anche “Festa della Resurrezione del Cristo”, celebra la liberazione che l’uomo otterrà alla fine del suo pellegrinaggio attraverso la materia, quando avrà acquisito tutta la conoscenza che gli può venire dall’esperienza.

Tutte le Religioni del mondo di cui abbiamo qualche conoscenza celebrano all’Equinozio di primavera la Morte e la Resurrezione di un Dio, o Uomo divino, che è stato Crocifisso, è disceso nell’Ade e che il 3° giorno è Risorto, ascendendo poi al Cielo (si vedano, per es., Krishna, Vishnù, Osiride e Horus, Tammuz-Adone, Mitra, Prometeo, Ati, Bacab, Quetzalcoatl ed altri ancora).

Queste allegorie non sono altro che una rappresentazione della storia del progresso dell’Anima; la storia del suo trionfo sul peccato e sulla morte. Un progresso che dura fintanto che l’Anima stessa cessa di esistere e viene dissolta e fusa con la Monade divina (Resurrezione e Ascensione).

Il Simbolo della Croce o Albero della Vita

In tutte queste allegorie ricorre il Simbolo della Croce o Albero della Vita. Possiamo dire che la Pasqua è una festa irradiata dalle Energie di questo grande simbolo della Croce. La Croce è infatti uno dei Simboli cosmici più onorati e più antichi della Razza Umana, si dice che sia vecchio quanto l’Umanità. È solo nella Religione Cattolica che la Croce è stata associata alla crocifissione vista come una punizione di tortura o morte; nelle altre religioni, invece, era un simbolo, un Segno di Rinascita, di Resurrezione, di Trasmutazione e di Vita.

La Croce come Uomo Perfetto o Stella a Cinque Punte

Molti sono i significati della Croce. Tra i principali essa è il grande simbolo della Stella a 5 punte, l’Uomo Perfetto crocifisso nello Spazio. Rappresenta l’immolazione dello Spirito sulla Croce della Materia o della Forma, affinché tutte le Forme Divine, compresa quella umana, possano essere innalzate al Cielo e quindi vivere. È il sacrificio della Materia affinché lo Spirito possa evolvere.

Dobbiamo ricordare che tutte le Creature dei vari Regni di Natura salgono lentamente su per la “piramide dell’evoluzione”, fino ad arrivare alla vetta dove si forma il punto di massimo egoismo. Immaginate una clessidra: nella parte inferiore vi è un restringimento progressivo fino al punto di mezzo, oltre il quale comincia un’espansione graduale. Così è proprio nel momento di massimo egoismo che avviene la Crocifissione della Personalità.

È solo dopo avere superato questa stretta tremenda, in cui l’Angelo della Presenza deve sconfiggere il Guardiano della Soglia, che potremo espanderci. Gli Uomini devono necessariamente passare dal punto del massimo egoismo, devono affermare la loro Personalità, arrivare cioè al punto in cui, dopo aver provato il massimo materialismo, lo si è superato.

In quel momento tutto ciò che poteva essere fatto con la Materia è stato sperimentato. La Personalità è giunta al punto più alto, oltre il quale non c’è più materia, ma solo Aria, Cielo, Etere. L’Uomo è così pronto ad iniziare la sua scalata al Cielo, dopo avere scalato la Terra, cioè la vita terrena con la sua materialità ed egoismo.

La Legge di Restituzione

Tutto questo processo fa parte di una legge precisa che governa uomini, gruppi e nazioni e che si chiama Legge di Restituzione (è una parte della Legge di Gravità).

L’opera di questa legge si può riconoscere chiaramente in quel momento della vita dell’uomo che abbiamo appena esaminato, cioè il passaggio da uno stato di coscienza “fisico” ad uno stato di coscienza “non fisico”, dove egli abbandona il suo corpo materiale e ritira la coscienza nei suoi corpi più sottili. In termini evangelici: “Egli ha dato a Cesare ciò che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio”.

Questa legge si può vedere, mirabilmente esemplificata, nella vita di San Francesco d’Assisi quando, dopo essere arrivato al punto di massimo egoismo dovuto alla personalità, bramosa di ricchezza, gloria e potere, abbandona ogni cosa materiale (restituisce a Cesare ciò che gli appartiene) e si dedica alla ricerca di Dio, dentro sé stesso, negli altri e in tutta quanta la Natura.

Attualmente un processo del genere si può osservare nel comportamento dell’attuale Umanità. Come una personalità deve arrivare al massimo livello dell’Io e dell’egoismo materiale, prima di cedere alla luce della coscienza divina, così anche l’Umanità deve immergersi completamente nel consumismo a tutti i livelli prima che possano emergere quelle qualità e quella luce che la renderanno idonea per l’Età dell’Acquario.

L’abbandono è uno dei più grandi metodi evolutivi, qualcuno ha anche detto: “Lascia le cose prima che esse lascino te”. Al proposito c’è una massima antica, molto bella, che dice:

“Noi ci eleviamo inginocchiandoci,

Conquistiamo arrendendoci,

Guadagnano rinunziando”.

 

Infatti, è solo "Dando che si riceve". (S. Francesco)

All’inizio di ogni nostra vita ci vengono assegnate una certa quantità di cose e persone, tramite le quali fare le nostre esperienze. Dobbiamo però essere ben coscienti che tutte queste cose e persone non ci appartengono, non sono nostre, ma ci sono date in prestito per un certo numero di anni.

Ora siamo alla fine di un’Era; l’Era dei Pesci. Questo è un momento di “passaggio” e perciò dobbiamo aprire le mani e lasciare andare, restituire ogni cosa, trattenendo solo la coscienza della lezione appresa. La fine di ogni ciclo è infatti l’occasione, l’opportunità che ci è offerta per “svuotarci le tasche” da tutti i pesi che ci trattengono legati alla terra ed impediscono alla nostra coscienza di “volare” libera dai vincoli affettivi o materiali che siano. Per poterlo fare dobbiamo perciò liberarci da tutti i pesi che ci tengono ancorati a terra: Il passato, le cose vecchie e le situazioni passate.

Oggi quasi tutti parlano di libertà. Molti però ne parlano senza sapere cosa dicono, perché parlano di libertà, di essere liberi, ma poi ci si accorge che sono strettamente attaccati a se stessi, alla fama, ai soldi, al potere, al successo, al sesso, ecc. Non sono quindi liberi e non possono volare. Per farlo occorre essere leggeri ed ogni legame costituisce un peso che impedisce di volare.

Passare nell’Età dell’Acquario significa dunque essere capaci di toglierci tutti i pesi, svuotarci le tasche, liberare la luce dall’oscurità e dalla materia. Molti di noi lo stanno facendo, con fatica, ma la cosa importante è che lo stanno facendo.

L'Uomo è responsabile dell'evoluzione planetaria

Se riusciamo a fare uno sforzo di immaginazione possiamo vedere nella clessidra, spogliata delle due basi, una croce di S. Andrea, una croce a X oppure un Uomo Invocante che alza le braccia. È la grande opera di Redenzione e di Trasmutazione della Materia: opera di cui il Regno Umano è altamente responsabile. Ricordiamo al proposito le parole di S. Paolo “Tutta la creazione geme in attesa della resurrezione...”

L’Uomo è per definizione colui che unisce il Cielo e la Terra, colui che costruisce Ponti Arcobaleno o Antahkarana attraverso i quali la sostanza si sacrifica e passa da un piano all’altro. È il tenutario del significato della Croce e del Sacrificio, della Morte e della Resurrezione, ovvero del lavoro di Redenzione della Materia nel quale tutti sono impegnati: dal più alto Essere ai Maestri di Saggezza fino al più umile Discepolo.

Se un Pianeta ospita una Umanità degna delle responsabilità che abbiamo descritto, quel pianeta è destinato a conquiste stupefacenti. Se la sua Umanità è saldamente ancorata alla Luce e non vi sarà più nulla che lo potrà fermare. Al contrario, se la sua Umanità non produce questo sforzo, il pianeta prima o poi è destinato ad essere abbandonato.

È stato proprio con la trasformazione dell’eredità del suo passato che l’Uomo ha raggiunto la coscienza dell’”Io Sono”, cioè l’affermazione della propria Personalità e quindi dell’egoismo come riconoscimento di sé stesso come individuo pensante. In questi tempi, l’Uomo deve invece raggiungere la coscienza che lo porterà a dire “Io sono quello”, e questo sarà il primo passo verso il superamento dell’egoismo, ovvero la capacità di riconoscere i propri simili e le loro necessità.

Nel futuro l’uomo raggiungerà il livello “Io sono quello e quello sono Io”, che gli permetterà di identificare sé stesso in tutti gli altri esseri, simili e non simili a lui. Tutto questo potrà accadere soltanto perché vi sarà stato il Sacrificio del Cristo in Croce e la sua Resurrezione.

Il passaggio ad un livello di coscienza superiore presume un’opera alchemica, profondamente esoterica, mediante la quale ogni atto, parola, pensiero di Amore Universale redime (uccide) la sostanza dell’Egoismo e la trasforma (Resurrezione) in un’altra più sottile; questa sostanza più sottile, a sua volta, attraverso la Legge di Attrazione, potrà essere assorbita da altri esseri operando così una trasformazione a catena.

Quando si dice che dobbiamo salire sulla Croce e poi Risorgere, poiché solo così possiamo elevare i nostri fratelli, si afferma una profonda verità esoterica, in quanto solo con il Sacrificio della nostra Personalità permettiamo che “muoia” un piano di materia affinché possa risorgere su un piano superiore.

È attraverso il Sacrificio e la Croce che noi immoliamo e purifichiamo la sostanza. Quindi è profondamente vero che ogni piccolo sacrificio quotidiano, ogni più piccola morte dell’Egoismo tipico dell’uomo, redime e trasmuta la Sostanza facendola risorgere su un piano più alto, sempre più in alto, finché non cesserà il Ciclo delle Rinascite.

Abbiamo visto come in questo cammino l’Uomo sia dapprima salito sulla Croce, quindi abbia fatto risorgere la materia su un piano più alto, ed infine abbia fatto sparire la Croce rimanendo in Equilibrio con le braccia distese, come il “Simbolo del Servizio”. Alla fine ha proteso le mani in Gesto di Benedizione, come Uomo Perfetto o Stella a 5 Punte.

La Croce Zodiacale

Un altro significato che l’Astrologia assegna alla Croce è quello di “Uomo Celeste” vivente, con le due braccia tese di traverso nello spazio. Questa croce, chiamata anche “Croce Fissa”, nello Zodiaco viene formata dai Segni posti ai 4 punti cardinali e cioè il Toro, il Leone, lo Scorpione e l’Acquario.

La Croce Fissa viene anche detta la “Croce dell’Anima”, perché il Cristo Cosmico, nella sua missione personificò, e donò, le qualità di questi 4 Segni, rappresentati anche dai 4 Evangelisti.

È chiamata anche la Croce del Discepolo perché in questa Croce le 4 braccia sono in equilibrio e in giusto rapporto. Solo quando il discepolo avrà raggiunto l’equilibrio in tutte le cose potrà assumere una posizione centrale, dove le Energie si incontrano e si fondono. Qui dovrà trovare il giusto Ritmo e quindi iniziare la sua opera di irradiazione e di creazione.

Rapporto tra Vita verticale e Vita orizzontale

La Croce è da sempre il Grande Simbolo dell’equilibrio e del rapporto tra la Vita verticale e quella orizzontale, del Prendere con la mente per Dare col cuore. Quando manca interesse per la Vita verticale dello Spirito, si instaurano rapporti statici, materiali, privi di creatività.

Quando invece si è troppo concentrati sul piano spirituale si produce ipertensione, annebbiamento, perdita di contatto con la realtà, bigottismo e fanatismo. In questi casi viene a mancare una giusta espressione di creatività nel mondo materiale quindi predomina lo squilibrio; manca l’Armonia. Uno dei più bei significati dell’Amore è infatti quello che lo definisce come un “rapporto regolare, ritmico e costante”.

Instaurare rapporti incostanti, irregolari, turbati dagli umori del momento o della giornata (un giorno una persona mi è simpatica, un altro mi è antipatica) significa impedire la circolazione dell’Amore; significa non dare Amore; per quanto buone siano le intenzioni. Il grande insegnamento che ci è dato dalla Croce, credo sia esattamente l’opposto di quello che noi facciano tutti i giorni.

Secondo questo insegnamento noi dobbiamo essere ricettivi, tramite l’Ego ed il Corpo Causale, a tutto ciò che viene dall’alto, dalle Entità e Vite a noi Superiori (braccio verticale della croce) ed essere invece emissivi, positivi, verso il nostro ambiente, le persone che ci circondano e tutti gli aspetti inferiori della creazione (braccio orizzontale della croce). Ricevere perciò con il braccio verticale e donare con quello orizzontale.

Notate che un simbolo non solo rappresenta una cosa, ma è quella cosa. Esso, infatti, irradia nello spazio le qualità proprie della Realtà che rappresenta (es. quando un Sacerdote fa il segno della Croce, si irradiano veramente delle energie).

Il Simbolo è Vita e come tale deve essere vissuto. Dobbiamo cominciare non soltanto a leggere ed interpretare i vari simboli, bensì a viverli, diventando noi stessi Simboli viventi. Salire sulla Croce, significa infatti vivere la Croce. Significa portarla nella Vita e durante tutta la Vita.

Dobbiamo perciò portare nella nostra vita quotidiana tutto ciò che abbiamo imparato nei libri e dai vari Istruttori. Mentre il primo passo sul Sentiero che conduce alla luce, viene fatto con lo studio degli Insegnamenti e della loro interpretazione, il secondo passo chiede che quanto abbiamo imparato sia portato nel “vissuto giornaliero” della nostra vita. Come dice San Paolo: “La fede senza le opere è cosa morta”.

È ora che la “Parola” esca dai libri che la tengono prigioniera per entrare nella vita, per creare dei giusti rapporti umani; rapporti costanti, armonici e regolari. È molto meglio conoscere poco e viverlo ogni giorno, che conoscere molto e non viverlo affatto!

(continua)