Lettera N° 9: I sentieri dello yoga – Satya - Asteya
(Inviata il 18 maggio 2001)
I sentieri dello Yoga
(Tratto da: Goswami Kriyananda "La scienza
spirituale del Kriya Yoga" ed. Amrita)
2° YAMA: IL NON-MENTIRE (Satya)
Secondo la scienza dello Yoga è bene esaminare ognuna delle parole che stiamo per pronunciare e lasciarle uscire solo se permettono un apporto benefico alla persona cui si rivolgono.
Verità intellettuale (Baudhika satya)
Non può essere praticata né vissuta se non si accetta cos’è la verità. Senza verità intellettuale non è possibile né parlare né agire in modo veritiero. Quando l’intelletto è dominato dalla passione o dall’inerzia non può discernere la verità dalla non-verità. La pratica della verità produce uno stato mentale di pace, nonché un pensiero pacifico i quali producono la vera pace da cui dipendono la verità fisica e verbale.
Che cos’è la Verità? Per coloro che cercano profondamente la natura del proprio essere, la risposta è: voi siete la Verità.
Verità verbale (Vachika Satya)
La parola deve essere pronunciata per consentire un progresso in colui che la ode. Ogni parola in grado di aiutare una persona è una parola di verità. Il “Mahabharata” dice che è bene parlare in modo veridico, ma è ancor meglio parlare con lo scopo di fare del bene.
Un altro aspetto della verità è il saper mantenere la parola.
3° YAMA: IL NON RUBARE (ASTEYA)
Nello Yoga significa anche non incoraggiare, non approvare un furto commesso mentalmente, verbalmente o fisicamente anche da altri.
Non rubare intellettualmente (Baudhika Asteya)
Vuol dire non pensare, non desiderare un oggetto che non ci appartenga. Ciò non vuol dire che non si possano ammirare delle cose che non ci appartengono e poi procurarsele grazie agli sforzi necessari per acquisirle. I testi yoghici dicono che tutto ciò che non è stato guadagnato con lo sforzo non è vostro. Quindi
tutto ciò che vi è stato donato nella vita grazie al vostro lavoro è vostro, e vi procurerà gioia. Mentre un oggetto acquisito senza lavoro sarà soltanto fonte di difficoltà e di infelicità.
Non rubare verbalmente (Vachika Asteya)
Significa non appropriarsi di ciò che appartiene a qualcun altro sul piano verbale, ovvero non rubare la dignità, la fierezza, la felicità. I valori mentali o i momenti di gloria. Significa anche che non bisogna in alcun modo sostituirsi ad altri verbalmente, ledendo la loro personalità.
Non rubare fisicamente (Sharirik Asteya)
Significa non appropriarsi di un oggetto fisico per soperchieria, con la forza, di nascosto o senza chiedere il permesso. Se desideriamo qualcosa dobbiamo renderci conto che dobbiamo pagarne un prezzo in un modo o nell’altro.
(continua)