Lettera N° 11: I sentieri dello yoga – I
Niyama - Shaucha
(Inviata l’8 giugno 2001)
LE LEGGI DI NIYAMA
Con la pratica dei
niyama potrete acquisire le seguenti capacità:
1. condurre
l’energia (prana) dalla fonte universale nel vostro corpo
2. dirigere
tale energia nei chakra
3. utilizzate
tale energia per equilibrare i chakra
4. spostare
l’energia verso un chakra superiore
Secondo la
classificazione di Patanjali, esistono 5 niyama:
1. La
purezza (shaucha)
2. L’appagamento
(santosha)
3. Le
austerità (tapas)
4. Lo
studio dei testi sacri (svadhyaya)
5. Armonizzarsi
con Dio (Ishvar-pranidhana)
1° NIYAMA: PUREZZA (Shaucha)
Comporta due
livelli: quello interiore e quello esteriore
Il saggio Manu
precisa che:
§
il corpo è purificato dall’acqua
§
la mente è purificata dalle veridicità
§
l’anima è purificata dalla conoscenza e dall’austerità
Purezza
intellettuale (Baudhika Shaucha)
Significa
osservare il voto di elevare i propri pensieri e le proprie emozioni a livelli
superiori, significa anche raccogliere ed attivare la “guna sattvica”, ovvero
la purezza superiore, e questa grandezza spirituale deriva dalla risalita delle
energie situate nel chakra del cuore. Quasi tutto il genere umano funziona
ancora a livello del chakra di Marte (il plesso solare), mentre è soltanto raggiungendo
il chakra del cuore che possiamo conoscere uno stato di coscienza superiore.
Quasi tutto il
genere umano funziona utilizzando il chakra di Marte (il plesso solare), è solo
raggiungendo il chakra del cuore che possiamo raggiungere un livello di coscienza
superiore. Rispettando il voto di niyama armonizziamo i chakra superiori,
permettendo quindi alla forza di vita di cominciare la propria ascensione. In
breve, diciamo che lo scopo dei niyama è di permettere alla forza vitale (che
già è stata sviluppata e concentrata) di accedere ai chakra superiori, dando
accesso a stati di coscienza più elevati.
La purezza
intellettuale si acquisisce mantenendo costantemente pensieri nobili:
§
ripetendo la sillaba OM, più volte al giorno (o altri mantras su
cui viene concentrato il pensiero);
§
praticando la compassione;
§
qualsiasi altra pratica che induca allo stato di pace, dove la
coscienza si espande nella coscienza cosmica.
Purezza verbale
(Vachika Shaucha)
La purezza verbale
consiste nella pratica costante della purificazione del chakra della gola
parlando senza giri di parole ed in modo consolante, armonioso e dolce per
l’elevazione dello spirito. La purezza del linguaggio si acquisisce sia
mediante la pratica del “pajan” (il canto a voce alta e distinta), sia mediante
il pranayama (le tecniche respiratorie). Nel corso di tali pratiche che
conducono alla purezza verbale, il chakra della gola viene stimolato e la
coscienza va a raccogliersi nel suo centro. E l’energia si eleva dal chakra del
cuore verso il chakra della gola, proprio come l’acqua di un fiume spirituale
che risale verso l’oceano dell’esistenza.
Purezza fisica
(Sharirik Shaucha)
La purezza fisica
deve essere osservata contemporaneamente all’esterno e all’interno: purezza
esterna significa pulizia del corpo, che va lavato con acqua e sapone. La
purezza fisica esteriore implica anche atteggiamenti corporei dolci e
armoniosi, che si sia seduti o in movimento, astenendosi dai gesti inusitati e
suggestivi. Significa praticare i mudra, che sono gesti sacri i quali
richiamano ed equilibrano le forze di vita superiori.
Coltivare,
raccogliere e mangiare il nostro cibo è una parte importante della shaucha sul
piano fisico, proprio come il digiuno per la pratica della purezza fisica
interna. Quando lo yogi è stabile nella purezza fisica interiore ed esteriore,
percepisce la “luce” che risiede nel tempio; quando questa luce si intensifica
in un modo concreto, egli comincia a perdere l’attaccamento per il suo guscio
fisico, e diventa più cosciente del fatto di essere un’anima che funziona
grazie al concorso di un corpo e di una mente, e non un corpo che abbia una
mente e forse un’anima.
La purezza
interiore di un corpo ci permette di concentrare tale luce sotto forma di sfera
o di disco nel chakra solare, facilitando la discesa dell’energia solare, il
che procura beatitudine ai chakra inferiori, mentali e fisici. È con questo
procedimento che si raggiunge la Realizzazione di Dio.
Purezza fisica
esterna
Quando l’uomo
viveva in stretto rapporto con la natura, non aveva affatto bisogno che gli si
ricordasse le necessità di lavarsi: il corpo era poco coperto, e quindi veniva
lavato dalla pioggia e sfregato dagli arbusti, dall’erba, ecc., il che
stimolava la pelle ed evitava, contemporaneamente, l’accumularsi di sporcizia.
Quando cominciò a
“civilizzarsi”, l’uso degli abiti comportò un gran cambiamento nel suo modo di
vita: cominciò a bagnarsi sempre meno, e abbiamo già spiegato l’importanza
della pulizia nel capitolo sul brahmacharya.
La pelle è
l’organo sensoriale che ha la massima superficie di espansione; trasuda
continuamente, ed ogni centimetro quadrato di pelle contiene diverse centinaia
di pori profondi da 1,5 a 3 mm; sono le ghiandole sudoripare, e ce ne sono
circa trenta chilometri nel corpo di ogni individuo.
Se i pori cessano
di funzionare, una gran quantità di scorie quotidianamente eliminate entreranno
nel sistema circolatorio e dovranno essere filtrate dai reni che saranno così
sottoposti inutilmente ad un eccesso di lavoro. Ciò che la maggior parte di
persone non capisce è che questo essudato - che viene comunemente denominato
“sudore” - è una secrezione proveniente dalla circolazione sanguigna, carica di
residui: se i pori della pelle non vengono tenuti puliti, queste scorie tendono
ad accumularsi nel sangue e diventa molto difficile elminarle.
Se la pelle non è
pulita:
a. l’accumulo
di residui in superficie diventa un luogo propizio alla proliferazione
batterica;
b. i
grassi naturali non vengono più eliminati; la pelle diventa rugosa e secca, ha
tendenza a screpolarsi, rischiando così infezioni dall’ambiente esterno. La
pelle è formata da tre strati: lo strato esterno, ovvero l’epidermide, è
costituito da cellule che hanno vita breve e si rinnovano costantemente; le
cellule morte formano quindi una fine pellicola che tende ad ispessirsi se la
pelle non viene lavata regolarmente. Sebbene la maggior parte di queste cellule
vengano eliminate dal semplice sfregamento dei vestiti, ne resta sulla
superficie cutanea una quantità non trascurabile che rischia di otturare i
pori;
c. la
temperatura del corpo, e quindi la salute nel suo insieme, può subire danni: i
pori hanno una funzione vitale per mantenere sotto controllo la temperatura
corporea; conosciamo esempi di persone che, durante le feste popolari
(Carnevale, Martedi Grasso,...) si erano ricoperte tutto il corpo con pittura
dorata, e sono morte abbastanza rapidamente per un brusco aumento della
temperatura interna causato dall’otturazione dei pori. Vediamo così
l’importanza di mantenere una temperatura costante nel corpo.
Nei tempi antichi,
il momento migliore per prendere un bagno era l’alba. Oggi, tuttavia, l’uomo
moderno, preferisce farlo la sera, dopo una giornata di lavoro, per eliminare
le tensioni accumulate. Bagnare e sfregare vigorosamente il corpo con le mani o
con un guanto permette di eliminare i batteri in superficie e stimolare la
circolazione del sangue; se si fa uso di sapone, è meglio non insaponarsi
sistematicamente ad ogni bagno.
Purezza fisica
interna
Dopo la pulizia
esterna, viene la pulizia fisica interna. I sei esercizi di purificazione che
seguono sono chiamati Shat Kriya o Shat Karma; praticandoli, si ottiene un
maggior controllo nonché una purificazione dei nadi fisici. È grazie alla
pratica degli yama e dei niyama che i canali mentali cominciano a purificarsi
sufficientemente per consentire, quindi, la purificazione sul piano fisico.
Tali tecniche sono qui enumerate per consentire una migliore comprensione del
processo di shaucha, la purezza; tuttavia, dovrebbero essere studiate e
praticate soltanto sotto la sorveglianza di un maestro spirituale.
Gli Shat Kriya
·
Purificazione dello stomaco (dhauti):
1. pulizia per mezzo di una stoffa
(vastra dhauti)
2. pulizia per mezzo dell’acqua (1ala
dhauti)
3. pulizia per mezzo del fuoco
(agnisara dhauti)
4. pulizia per mezzo dell’aria
(varisara dhauti).
·
Purificazione del colon (basti):
1. pulizia con l’acqua (Jala basti)
2. pulizia con la terra (sthala
basti).
·
Purificazione del naso e dei seni frontali (neti):
1. pulizia mediante l’acqua (Jala
neti)
2. pulizia mediante una cordicella
(sutra neti).
·
Purificazione del canale soli-unare, purificazione degli occhi
(trataka).
·
Purificazione addominale del chaltra di Marte (nauli)
1. preliminare
a nauli: contrazione dello stomaco (uddiyana)
2. nauli.
·
Purificazione luminosa del cranio (kapalabhati).
(continua)