Lettera
N° 12: I sentieri dello yoga - I Niyama - Santosha
(Inviata
il 6 luglio 2001)
LE
LEGGI DI NIYAMA
2°
NIYAMA: L'APPAGAMENTO (Santosha)
È
considerato il più importante delle "osservanze": consiste
nell'atteggiamento di essere contenti con ciò che si ha e non desiderare ciò
che non si è guadagnato: questo significa che non vi disturberà ottenere dalla
vita meno di quanto vi sareste aspettati; allo stesso modo non dovreste
sentirvi particolarmente gratificati dal possedere più di quanto non avreste sperato.
Appagamento
intellettuale (Baudhika Santosha)
Il
sapersi accontentare intellettualmente significa essere psicologicamente pronti
a separarsi da ciò che non è necessario; ad un livello più profondo, significa
che non dovreste essere turbati se il superfluo vi viene portato via, il che
implica anche che non dovreste lamentarvi della società, del destino o di Dio,
se ciò che acquisite è insufficiente rispetto alle vostre necessità. Dovreste
piuttosto meditare e comprendere la legge dell'abbondanza e la legge del karma.
Il
fattore importante di questo niyama è di essere contento in ogni situazione e,
contemporaneamente, di avere accesso ad uno stato di coscienza quieto ed
equilibrato. Il saggio Manu dice che il sapersi accontentare significa
guadagnare solo ciò di cui si ha quotidianamente bisogno per soddisfare le
necessità della famiglia, dell'ospitalità e dei rituali a carattere religioso.
Il
sapersi accontentare è alla base della felicità; la felicità è alla base di una
mente quieta; una mente quieta è la base che consente di raccogliere l'energia
e il raccogliere l'energia è alla base dell'iniziazione.
Alcune
persone ritengono che i guadagni e le perdite sono qualcosa di predestinato, e
che quindi i nostri tentativi per sentirci appagati non dovrebbero dipendere
dalle fluttuazioni karmiche; altri, invece, ritengono che non vi è nulla di
predeterminato nelle perdite e nei guadagni, e che, proprio per questo, il
sapersi accontentare dovrebbe essere sviluppato. Ad ogni periodo della vostra
vita, e quale che sia la situazione in cui vi trovate, dovreste sentirvi
appagati, altrimenti la mente è turbata e questo comporta una dispersione delle
forze vitali; tale dispersione impedisce il risveglio dei chakra superiori e
l'equilibrazione dei chakra inferiori. Soltanto se si è contenti si può essere
quieti e comprendere la bellezza della vita! Quindi, se un individuo non cerca
questo stato di appagamento, o se non l'ha raggiunto, utilizzerà pateticamente
tutte le sue energie nel tentativo di acquisire oggetti per il proprio piacere;
egli sarà allora prigioniero della catena delle aspettative che produrrà il
turbamento mentale.
Appagamento
verbale (Vachika Santosha)
Sapersi
accontentare verbalmente significa abbandonare la verbosità e le chiacchiere
superficiali. Le parole amare, le grida e gli insulti sono forme di
non-appagamento verbale. Acquisirete questa capacità controllando e rinunciando
ad un linguaggio aggressivo e tagliente, accontentandovi di parlar poco,
evitando la controversia e praticando di quando in quando periodi di silenzio
spirituale (mouna). Il fatto di sentirsi appagati verbalmente è una necessità
assoluta per accedere all'appagamento intellettuale.
Ogni
forma di appagamento può essere realizzata mediante la comprensione della
filosofia del Kriya yoga e realizzando la saggezza nel corso della propria
vita: ciò che vi viene tolto, in effetti, non vi viene tolto, ma piuttosto
trasformato o riconvertito in qualcosa che vi sta molto più a cuore. La
comprensione della saggezza della Vita conduce all'appagamento.
Appagamento
fisico (Sharirik Santosha)
L'appagamento
fisico significa che non dovreste mai essere violenti con qualcuno o qualcosa;
ciò implica che il corpo non dovrebbe in alcun modo, né sotto alcuna forma,
esser dominato da movimenti maldestri, infelici o, addirittura, distruttivi. Ad
un livello più profondo, ciò significa dimenticare ferite ed ingiurie del
passato sul piano affettivo, a tal punto che l'insieme corpo-mente si sforza di
non ferire più nessuno.
Il
saggio Vyasa, commentando l'appagamento, dice che, in questo mondo, gli oggetti
grossolani vengono percepiti dagli organi sensoriali, mentre gli oggetti più
sottili vengono percepiti attraverso il nostro corpo sottile e il nostro corpo
astrale. Tuttavia, il piacere che ci procurano non corrisponde neppure ad un
sedicesimo di quello che si manifesta quando i nostri attaccamenti fisici,
verbali e mentali finiscono. Se un uomo incapace di appagamento sul piano
fisico, possiede alcuni oggetti, finirà col desiderarne centinaia di altri, poi
migliaia, milioni perché questo fa parte della natura stessa della bramosia.
La
ricerca del sapersi accontentare è uno degli scopi supremi dello yoga e questo
viene espresso da due antichissimi insegnamenti:
1. Quand'anche un uomo possedesse Dio,
ma non si sapesse accontentare, che cosa avrebbe, in realtà? Ma se non possiede
Dio e sa accontentarsi, allora ha tutto;
2. Una montagna è immensa ma l'oceano
è ancora più grande, il cielo ancora di più, e naturalmente la Realtà è il più
grande di tutti; ma la bramosia sorpassa tutto questo, perché è lei che tiene
fra gli artigli i quattro mondi. Così, colui che rinuncia alla bramosia conosce
l'appagamento e si ritrova colmo di ogni bene.
BIBLIOGRAFIA
§
Goswami
Kriyananda "La scienza spirituale del Kriya Yoga" ed. Amrita