Lettera
N° 14: I sentieri dello yoga - I Niyama - Svadhyaya
(Inviata
il 20 luglio 2001)
LE
LEGGI DI NIYAMA
4°
NIYAMA: LO STUDIO DEI TESTI SACRI (SVADHYAYA)
Studiare
per proprio conto conduce all'illuminazione, come alla liberazione; significa
impiegare tecniche mistiche che conducono alla realizzazione dello Spirito e
della vita nella sua pienezza. Tali tecniche mistiche sono lo studio dei testi
sacri di tutte le religioni che insegnano i mezzi e i metodi che conducono
all'illuminazione.
Studio
individuale intellettuale (Baudhika Svadhyaya)
Lo
studio intellettuale è la pratica di una o più fra le tecniche seguenti:
1. Meditazione sul suono sacro OM nel
corpo mentale, ovvero il chakra di Mercurio (a livello della gola). il modo
migliore è scrivere mentalmente la sillaba aiutandosi con l'immaginazione in
questo modo: immaginate un cerchio molto largo ed iridescente nel chakra della
gola; dopo averlo visualizzato, aggiungete un gran numero di piccoli (OM)
tutt'intorno, fino a percepire un'immagine che assomiglia ad uno dei fiori di
Dio con un infinito numero di petali. Mantenete sempre una distanza che vi
consenta di vedere il fiore in modo distinto nella sua totalità. A mano a mano
che la vostra meditazione procede, il fiore dovrebbe diventare sempre più grande.
Ogni volta che riprendete questo esercizio, immaginate di riattivare il fiore,
cioè immaginatelo diventare vivo e reale, non come una semplice immagine
disegnata su una lavagna mentale.
2. Canto mentale dell'Ishta mantra (il
mantra che vi siete scelti voi) nel corpo intellettuale del chakra di Mercurio.
3. Canto mentale del Gayatri mantra
scrivendolo in modo creativo nel corpo intellettuale del chakra di Mercurio. il
Gayatri mantra viene dato agli studenti soltanto dopo un lungo periodo di
disciplina spirituale, di purificazione e di insegnamento.
4. Lettura e studio delle Sante
Scritture e delle filosofie che conducono alla realizzazione dell'ideale di
vita.
5. Meditazione sulle filosofie e i
testi sacri.
6. Contemplazione interiore per
trovare in sé la realtà dei fenomeni attestati in queste scritture.
Molti
maestri suggeriscono, nelle tecniche indicate precedentemente, di scrivere il
mantra con una matita luminosa immaginaria dietro la fronte, piuttosto che nel
chakra della gola: in tal caso, queste lettere di luce devono essere
visualizzate molte volte, chiaramente e mantenute fermamente visibili nel
silenzio della contemplazione senza nessun tipo di attività fisica. Lo studio
intellettuale per conto proprio è una delle vie più sicure che conducono alla Realizzazione
di Dio.
Studio
individuale verbale (Vachika Svadhyaya)
Lo
studio verbale è la lettura ad alta voce di testi sacri che contengano una
conoscenza spirituale, e questo in qualsiasi lingua o in qualsiasi traduzione
essi siano scritti. Lo studio verbale significa anche insegnare oralmente le
antiche conoscenze per lo sviluppo spirituale, scrivere sulla saggezza
spirituale e commentare i testi antichi: nell'Induismo, questi testi sono i
Veda, le Upanishad, la Bhagavad-Glta, i Purana, il Ramayana e il Mahabharata,
nonché i testi delle sei scuole ortodosse della filosofia indiana. Nella
tradizione dello yoga, lo studio si fonda sulle Upanishad, i testi del Sanlkya
Yoga, lo Yoga Sutra e la Gita, nonché su altri testi a carattere religioso o
filosofico che il maestro o il discepolo considerano necessari per lo sviluppo
spirituale di quest'ultimo. Lo studio verbale consiste, infine, nel cantare ad
alta voce mantra, testi sacri e i nomi di Dio, ed anche nel pregare ad alta
voce.
Studio
individuale fisico (Sharirik Svadhyaya)
In ogni
forma di studio è indispensabile che il corpo cooperi:
quando
pensate o scrivete siete sostenuti dal corpo, e per questa ragione molte
persone considerano che lo studio intellettuale e lo studio verbale siano, in
verità, anche studio fisico. Lo studio fisico implica un asana (postura)
corretto, nonché un atteggiamento corporeo nella vita quotidiana che rivelerà
ad ognuna delle vostre cellule tutto ciò che avete appreso nel corso del vostro
studio. Svadhyaya ha un doppio significato:
1. lo studio dei testi
2. lo studio del sé e delle sue
componenti.
Lo
studio fisico individuale è la conoscenza delle vostre capacità corporee,
nonché lo sviluppo e il controllo degli organi sensoriali e dei vari
"gusci".
Sri
Vyasa precisa che dopo uno studio individuale verbale o intellettuale lo
studente dovrebbe concentrarsi su ciò che ha appena letto, pensato o
vocalizzato. Durante questa concentrazione, cercherà di assumere e consolidare
ciò che ha studiato riassumendolo in un solo paragrafo, poi in una sola frase,
ed infine - se gli è possibile - in un'unica parola. Così, grazie a questa
tecnica, quando quella sola parola verrà ripetuta, la frase intera, poi il
paragrafo, poi l'intera materia di studio gli ritorneranno in mente,
consentendo un apprendimento completo e sicuro. Dopo aver contemplato i suoi
dati verbali ed intellettuali, lo studente dovrà meditare sullo studio di sé e
questo lo condurrà dal piano intellettuale al piano della rivelazione del Sé.
Nella
tradizione yogica, OM è il simbolo della Realtà; tramite la recitazione, la
concentrazione, la contemplazione e la meditazione su OM, si raggiunge la
Realizzazione di Dio. È in questa realizzazione che colui che cerca può
comunicare con Dio allo scopo di equilibrare la propria vita in tutta la sua
pienezza; quest'espansione verso la coscienza cosmica non è soltanto
comprensione della natura profonda della vita, ma anche comprensione della
vostra propria natura in quanto individui.
Bibliografia:
§
Goswami
Kriyananda "La scienza spirituale del Kriya Yoga" ed. Amrita